Un Natale Indimenticabile Con Mia Cugina Rita

Christmas TeenAnche se ero ospite di mia cugina, non mi andava che facesse tutto da sola. Cosí mentre lei cucinava, io sistemavo la tavola. Era talmente presa nel rendere quella serata perfetta, che non si era nemmeno accorta che la stavo spogliando con gli occhi. Statura di oltre un metro e settanta, ma che grazie alle sue gambe lunghe ed abbronzate, sembrava comunque piú alta agli occhi di chi la osservava nonostante calzasse scarpe basse. Il suo seno era prosperoso, non eccessivamente grande, ma in ogni caso bello pieno. Qualche volta, quando si chinava per controllare la temperatura del forno, furtivamente lanciavo un’occhiata in mezzo alla sua scollatura, che anche se non era abbondante, comunque lasciava intravedere la parte alta dei suoi seni. Il tutto era incorniciato da un fisico mozzafiato, sicuramemte appariscente, ma non volgare. Ed era proprio questa la sua forza, essere una gran bella gnocca e rimanere comunque molto delicata nel portamento. Tutte caratteristiche che in una donna mi avevano sempre affascinato. Ma lei non era una qualunque, Rita era mia cugina, ho cercato per una vita di portarmela a letto, ed ora che siamo piú che adulti con le nostre rispettive vite, dovevo farmene una ragione e dimenticarmela sotto quel punto di vista. Peró nessuno mi vietava di fantasticare su di lei, cosí mentre continuavo a portare posate e quant’altro a tavola, mi immaginavo come potesse essere senza vestiti. Sicuramente in mezzo alle gambe doveva avere un gran bel bosco come quando era una ragazzina, quando facevamo quel “gioco” dove ci mettevamo io, lei e sua sorella Sara sul balcone, ed a turno infilavamo una mano negli slip dell’altro per toccare le rispettive parti intime. Come funzionava questo gioco? Se non ve lo ricordate, ma soprattutto se volete “conoscere” meglio, prima di andare avanti con la lettura, le mie due cugine Rita e Sara, sapere quali “esperienze” abbiamo condiviso insieme, vi consiglio di andare a leggere (o rileggere) due miei precedenti racconti, che trovate sempre qui sul mio sito, dal titolo “Le Mie Prime Masturbazioni” e “Un Capodanno Indimenticabile Con Mia Cugina Sara” scritti diversi anni fa.
Finalmente tutto é pronto, a tavola non manca nulla ed il maiale al forno sembra essere cotto a puntino. Cosí io e Rita ci sediamo sul divano, come sottofondo una tranquilla musica da camera, ed attendiamo tra una chiacchiera e l’altra gli altri ospiti. In tutto dovevamo essere in cinque: io con i miei due fratelli, Rita e la sorella. Ma poi all’ultimo Roberto, mio fratello più piccolo, dovette rinunciare per una forte influenza intestinale lasciandoci in quattro. Mia cugina aveva organizzato questa cena per salutare tutti, o meglio, per salutare noi, unici cugini che aveva al di fuori della sua Puglia. Invece per i restanti parenti e amici, aveva programmato per la settimana successiva una mini festa nel solito capannone del comune del suo paese. Oggi Rita vive in una provincia del Lazio distante circa sessanta Km da casa mia. Si era trasferita lí da circa cinque anni per lavoro. Poi grazie alla sua esperienza e soprattutto alle sue competenze lavorative, arrivó la fatidica promozione per la quale aveva tanto studiato all’universitá… ad una piccola condizione: trasferirsi! Ora questo non sarebbe stato un problema per vederci di tanto in tanto, ormai in aereo puoi fare tratte come Roma/Milano o Milano/Cagliari in meno di un’ora. Ma Rita accettando la promozione come Direttrice, aveva anche implicitamente detto si alla sua nuova sede lavorativa che si trovava… in Australia!
Giá, proprio quell’Australia dall’altra parte del mondo. Ed ecco perché aveva organizzato questa serata. Per un ultimo brindisi prima della sua nuova vita. Aveva scelto come data simbolica il 24 Novembre, oggi, visto che le feste non le avrebbe trascorse con noi ma con chi sá chi dall’altro capo del mondo, questa serata sarebbe stato il nostro Natale!
– “Allora cugino? Sei contento per me?” Mi domanda Rita.
– “Scherzi? Sono stracontento! Hai studiato tanto per questo lavoro, frequentando l’universitá lontano da casa tua per anni, facendo piccoli lavoretti per pagarti gli studi e la casa in affitto… certo che sono contento” Gli risposi cercando un contatto fisico e poggiando una mano sulla sua coscia abbronzata.
– “Dici sul serio? Perché ti vedo strano! Guarda che anche se non ci vedremo tutti i giorni, abbiamo altri mezzi per sentirci spesso: messaggi, webcam e cose simili” Mi risponde mettendo la sua mano sopra la mia.
In effetti non aveva tutti i torti. Ed io forse non ero riuscito bene a nascondere il disappunto per la sua partenza, o forse semplicemente le donne sembra che sentano quando gli stai nascondendo qualcosa, sta di fatto che se fosse andata via, avrei perso per sempre la possbilitá di fare sesso con lei. Ma non era solo quelo. Con lei e sua sorella avevo vissuto le mie prime esperienze sessuali, o meglio, con loro avevo iniziato a scoprire questo mondo un pó alla volta. Le prime con le quali non perdevo occasione per mostrarmi nudo: porte del bagno volutamente aperte, cambi di costume al mare cercati, voluti e forzati per mostrargli il mio pisello (tanto lo sapevo che anche loro erano curiose), notti passate a “giocare” sotto le coperte quando da bambini eravamo in due a dormire nello stesso letto. E poi c’erano le uscite con gli amici, le cene con i parenti… insomma, potrei continuare all’infinito, la veritá é che Rita non mi sarebbe mancata solo per il sesso, con lei (loro) ero (sono) parecchio legato. Ecco perché mi vedeva “strano”, egoistigamente parlando, se si fosse trasferita in Australia l’avrei persa per sempre anche sotto quell’aspetto, mentre se fosse rimasta in Italia, la speranza che prima o poi accadesse qualcosa (in modo naturale o forzando un incontro) l’avrei avuta. Cosí decido di tentare il tutto per tutto, mentre continuo ad accarezzargli la gamba, a far scivolare la mano lentamente verso il suo posto piú intimo ed avvicinando il mio viso al suo, dicendogli:
– “Prima che tu te ne vada…..” Provo a finire la frase quando sento suonare il campanello.
– “Eccoli! Sono loro, mia sorella e tuo fratello” Mi dice Rita sorridendo ed alzandosi dal divano.
«Si, eccoli! Cazzo! Non ce la faró mai» dico a me stesso.
Sara e Nicola una volta entrati si scusano per il ritardo. Poi sistemano i loro cappotti in camera da letto e finalmente siamo tutti a tavola. La serata si svolge come una classica cena. Senza nè alti nè bassi. Ogni tanto, come da manuale, i nostri discorsi vanno a finire su temi del sesso, ma per fortuna non saltano fuori scheletri dagli armadi. In particolare su di me e mia cugina. Mio fratello, come quello minore, non ha mai saputo che io e Sara abbiamo fatto sesso insieme diversi anni fa, mentre invece Rita ne era a conoscenza. Ma forse lo aveva rimosso, o forse aveva catalogato quella nostra “storia” come un’esperienza da giovani e incoscienti, visto che in questi anni non l’aveva mai menzionata in nessuna occasione.
Guardo l’orologio e mi accorgo che il tempo é passato velocemente, sono quasi le due del mattino. Sara e Nicola sono giá andati via, Rita sembra dormire sul divano, ed io accanto a lei osservo passivamente la TV che sponsorizza l’acquisto di un set di padelle. Ma una volta a quest’orario non trasmettevano quelle signorine mezze nude che ti invitavano a chiamarle su uno di quei numeri che ti costavano 800 €uro il secondo? Mentre vago con la mente, spengo dal telecomando la TV e penso che sia ora di andare anche per me. Mentre cerco di dare operatività a quella decisione mentale, osservo nuovamente mia cugina. Sembra proprio che dorma, forse colpa anche del vino e dello spumante, oltre alla stanchezza. Con la testa poggiata sul cuscino, le mani “morte” sui lati e le gambe leggermente divaricate, non posso che fantasticare nuovamente su di lei. Mentre dó forma alle mie fantasie, allungo impavidamente una mano sulla sua coscia sinistra. Un brivido mi corre lungo la chiena ed uno spasmo attraversa il mio pisello. Guardo Rita sul volto, sembra non sentire nulla. Quindi continuo, è piú forte di me. Accarezzo dolcemente il suo interno coscia, facendo scivolare lentamente la mano verso il suo sottobosco, mentre con la destra mi tocco come un ragazzino il pisello gonfio attraverso i tessuti. Non arrivo fino al suo posto piú intimo, tolgo la mano per palpare il suo seno. Anche se coperto dalla maglia, avvertivo senza problemi la consistenza di quel melone. Sento il cazzo eplodermi nei boxer, quando la mano di mia cugina si posa sulla mia che palpeggia la sua tetta e con voce quasi assonnata mi dice:
– “Chase….. che stai facendo?”
– “Io….. niente… deve essere stato lo spumante, non volevo…” gli dico ancora con la mia mano sul suo seno.
– “Mi chiedevo quanto ci avresti messo…” continua mia cugina ormai del tutto sveglia.
E prima che possa rispondergli, avvicina la sua testa alla mia fino a quando le nostre bocche non si incontrano. Un lungo, intenso e profondo bacio ci coinvolge. Le nostre lingue si incrociano ed esplorano rispettivamente la bocca l’una dell’altro. Poi mia cugina si mette a cavallo su di me, un movimento che gli fà alzare naturalmente la gonna fin sopra il suo sedere. Quindi si siede sul mio pisello gonfio schiacciandolo con il suo peso. A questo punto porto entrambe le mie mani sui suoi seni, li tasto con forza, li spremo con vigore. La voglia di vederle, baciarle e fargli qualunque cosa mi passi per la testa, é tanta. Allora prendo la maglia per i lati e gliela sfilo. Cazzo che panorama! Meglio di quanto mi aspettassi: due enormi cocomeri si palesano davanti ai miei occhi, due enormi seni chiaramente naturali mi invitano a toccarli nuovamente. Ma non ne ho il tempo. Sara si alza, mette i suoi piedi a terra e mentre si inginocchia, mi slaccia i pantaloni, afferra gli stessi e me li tira giú portandosi dietro anche i boxer. Il mio cazzo dritto, fino a quel momento soffocato sotto il suo peso, spunta fuori come una molla! Quindi mia cugina gli si avvicina accarezzandolo dolcemente, sfiorandolo qui e lí con la sua mano. Gesto che mi fá impazzire provocandomi uno spasmo lungo tutta l’asta. Sempre inginocchiata inizia ad accarezzarmi l’interno coscia, dal basso verso l’alto e viceversa. Il mio cazzo pulsa ad ogni suo tocco. Poi mi afferra i testicoli, una presa decisa ma non forte, li tira verso il basso mettendo in tensione tutto l’asta del mio pisello scoperchiando la cappella e facendo scivolare la pelle giú. Quindi con il dito medio leggermente piegato a metà, accarezza la parte bassa della mia cappelle e poi per tutta la lunghezza del mio uccello. Movimento che esegue lentamente piú di una volta andando su e giú. Quasi al culmine del godimento, ma comunque carico di sperma da una vita per lei, non trattengo una fuoriuscita di sborra all’ennesima salita del suo dito verso la punta della mia cappella. Non è proprio una schizzata, ma una semplice eruzione volntaria delle mie palle per espellere il primo carico di sperma. Cosí dopo un paio di eruzioni di lava seminale che scorrono in tutte le direzioni lungo il mio pisello pulsante, Rita si alza allontanandosi da me ed invitandomi a fare altrettanto. Mi alzo dal divano togliendomi definitivamente tutto quello che ho nella parte bassa e mentre faccio altrettando con quello che indosso di sopra, anche mia cugina esce dai suoi indumenti camminando e rimanendo solo con gli slip ed il reggiseno. La vedo entrare in quella che probabilmente deve essere la sua camera da letto, cosí la seguo con il cazzo ancora dritto e che si perde qualche goccia di sperma durante il tragitto! Una volta nella sua camera me la trovo di fronte al letto, ferma, immobile, quasi aspettasse la mossa successiva. Allora mi avvicino a lei, piano, piano. Quando sono a pochi centimetri da lei, inizio nuovamente a baciarla ovunque. Le mie mani intanto si fanno strada verso le sue tette, prima giocano con loro e tutto il reggiseno, poi dolcemente lo slacciano buttandolo da qualche parte e lasciando che quelle grosse bocce cadano per il loro peso lentamente verso il basso. Non posso non baciarle, non posso non succhiare quei capezzoli enormi circondati da quelle areole esagerate ed invitanti. Con la lingua gioco con la punta dei seni, mentre con la mano stringo quell’enorme gonfiore quasi volessi mungerlo. Quindi decido di passare finalmente al suo posto più intimo, il suo posto segreto che da una vita cerco di scardinare. Lentamente mi inginocchio e mentre mi piego, lascio scivolare le mie mani lungo i suoi fianchi sfilandogli lo slip. La guardo, Rita intendo, negli occhi ed il suo sguardo mi fá capire che si stà eccitando da morire. Poi mi concentro sulla sua fica, non è il sottobosco che mi aspettavo, ma è comunque un panorama da mozzare il fiato. Pelosa al punto giusto e depilita sui lati interno coscia. Affondo il mio viso tra le sue gambe, fin dentro la sua intimità, respiro profondamente i suoi umori. La sento umida, bagnata. Ora ne ho la certezza, è eccitata davvero. Rimango ancora qualche secondo tra le sue grandi labbra zuppe, affondando il mio naso tra di esse cercando di masturbarla quel tanto da non farla ancora venire. Ma anche lei è al culmine, lo spasmo che avverto della sua fica ed un leggero gemito che esce dalla sua bocca, mi fanno capire che anche lei ha avuto almeno un orgasmo.
Quindi torno in piedi di fronte a lei. Il suo viso è rosso ed il mio cazzo ancora dritto tra le sue gambe, reclama la sua parte. La prendo per mano e la trascino con naturalezza sopra il letto. Lei è sotto, ma prima di affondare la mia asta nel suo posto più intimo, penso che prima di perderla per quel posto sperduto che risponde al nome di Australia, devo averla in tutti i modi! Afferro le sue gambe, altezza ginocchio e le sollevo piegandole. Voglio scoparmi anche il suo culo. Avvicino il mio pisello al suo ano cercando di penetrarla, ma ho qualche difficoltà e Rita non fà nulla per aiutarmi, anzi, sembra quasi non voglia essere posseduta da quel punto di vista. Peró nemmeno fà nulla per ostacolarmi. Allora decido di preparare la strada al mio cazzo ormai esausto, infilandogli prima un dito nel culo e poi due. Li faccio scivolare dentro e fuori più volte, poi una volta aperto il varco, afferro il mio pisello in tiro, faccio scivolare la pelle avanti lungo l’asta e sicuro che diverse gocce di sperma sarebbero uscite da quel gesto, uso la sborra per lubrificare il suo ano! Quindi torno in azione, velocemente afferro un’altra volta le sue gambe e lentamente mi avvicino al suo buco. La mia cappella gonfia tocca quel foro nero, si insinua dentro di esso e finalmente lascia che il resto del mio pisello sia dentro di lei. Rita non trattiene un piccolo grido, ed io inizio un movimento a stantuffo dentro il suo culo. Lascio più volte che il mio cazzo scivoli dentro di lei avanti e indietro. Sento che stò per venire, quel suo culetto così stretto mi provoca spasmi incontrollati. Avverto la sborra incanalarsi lungo il mio pisello. Così cerco di controllarmi e lentamente mi fermo, voglio svuotarmi dentro la sua fica. Mi sfilo dal suo culo e cerco di farle capire che la voglio sopra di cambiando posizione. Ora sono io sotto di lei, ma invece di scoparmi da sopra, la vedo allungare un braccio verso un cassetto sulla destra. “ah già, i preservativi” penso. Invece prende delle salviettine inumidite ed iniziai a lavarmi l’uccello. “sveglia la cugina, quello che entra da dietro, non entra davanti senza un’accurata pulizia” dico a me stesso. Quella lenta pulizia masturbatoria non fà altro che aumentare il carico di sperma nelle mie palle. Le sue mani che su e giù preparano il mio cazzo all’entrata verso il portone principale di Rita, non fanno altro che regalarmi un altra sborrata incontrollata. Un enorme schizzo che finisce sullo stomaco di mia cugina. E poi un secondo. Non riesco a fermare quell’ondata di sborra che ormai da troppo tempo mi stava gonfiando le palle. Anche Rita se ne accorge, ed anche lei vuole sentirmi dentro di sè. Così butta in una direzione qualunque le salviettine e come una maestrina del sesso, smette di provocare il mio pisello, mentre con una mano si poggia alla base della mia asta spingendo fortemente con il pollice l’attaccatura delle palle e l’inizio del mio cazzo cercando di bloccare la sborrata. Provo quindi a trattenermi ancora un pó, anche io voglio entrare nel suo posto più intimo e svuotarmi dentro di lei. Così mentre provo a rilassarmi, mentre sento le mie palle spingere sperma ed il mio cazzo pulsare, noto che il tappo che Rita ha fatto lungo l’asta mi regala ancora qualche minuto prima della grande eruzione.
In ginocchio davanti a me, l’ammiro in tutta la sua bellezza mentre allungo le mani sulle sue tette per un’ultima mungitura. Lei si piega per favorirmi la presa e per baciarmi nuovamente. Contemporaneamente la vedo abbassarsi sopra il mio cazzo, lentamente, centimetro dopo centimetro. Ora avverto le sue grandi labbra sfiorare la mia cappella, non devo nemmeno guidare il mio cazzo dentro di lei, la sua fica fradicia ed il mio pisello dritto come un palo di legno, lentamente si fà strada nel suo posto piú intimo. Lo sento entrare, avverto la pelle viva ed umida della sua fica lungo il mio pisello. Sono dentro di lei, lo spasmo delle sue labbra mi dicono che la strada di Rita verso orgasmi multipli è iniziata e che ora posso liberarmi. Mia cugina inarca la schiena e poggia le mani sul letto. Inizia a spingere ed a muoversi sopra di me. Spinge, poi si alza ed abbassa lungo il mio pisello. Io provo a spingere dal basso verso l’alto il mio cazzo ormai esausto, nelle sue profondità più nascoste. Spingo e spingo più volte, i miei reni sono messi a dura prova, sento le mie palle esplodere. Afferro con forza le coperte, percepisco la sborra risalire il canale del mio cazzo… un forte gemito esce dalla mia bocca, seguito da quello di Rita… aah… stò per venire… si… avverto quel secondo di pre sborrata arrivare… sento il carico di sborra salire… vengo… un primo schizzo riempie la fica di mia cugina, poi un secondo… ed un terzo… avverto il calore dello sperma intorno al mio cazzo suguito da diversi spasmi della fica di Rita… continuo a sborrare… quattro, cinque, sei, sette volte… mi lascio andare continuando a svuotarmi… spingo con il bacino usando le mie ultime forze per delle ultime intense spruzzate… infine mi fermo, capisco che non c’è più nulla da tirare fuori dalle mie palle, quindi esausto esalo un ultimo gemito di godimento. Rita sembra ancora in forma, ma vedendo la mia resa ed il mio corpo sudato come avessi fatto una sauna, si sfila dal mio cazzo che pulsa senza eiaculare e mi guarda con un sorriso. Poi con una mano lo afferra cercando di svuotarlo più di quanto non avesse già fatto, ma nonostante cercasse di masturbarmi facendo scivolare la sua mano dall’alto verso il basso lungo la mia asta completamente sporca ed unta di sperma, capisce che il mio pisello è arrivato quando lo sente afflosciarsi lentamente tra le sue mani! Quindi getta la spugna pure lei, delicatamente si mette al mio fianco sdraiandosi sul letto e per qualche secondo il silenzio cala tra noi.
La mattina dopo è lei la prima a svegliarsi, quando io apro gli occhi, lei è gia in piedi davanti a me completamente nuda e con due tazze di thè in mano:
– “Non hai fatto abbastanza sesso ieri sera?” Mi dice sorridendo.
– “Vuoi scherzare? È stataaa… bhè… in tutta sincerità….. è stata una splendida serata… in tutti i sensi!” Gli rispondo ricambiando il sorriso.
– “Bhè….. a me non sembra” Continua Rita questa volta ridendo maliziosamente ed indicando con lo sguardo il mio pisello in completa erezione mentre posa le tazzine sul comodino.
– “No, No… lascia che ti spieghi… ah, ho capito… tranquilla… non sei tu, ce l’ho così tutte le mattine… cioè, no… non voglio dire con questo che non me lo fai drizzare, è che…” Cerco di continuare la mia arringa quando lei mi interrompe.
– “Lo so, Lo so! Stavo scherzando” Mi risponde avvicinandosi a me baciandomi dolcemente.
Quella mattina facemmo nuovamente sesso, erano anni che sognavo questo momento, ed adesso, ad un mese da Natale, me l’ero scopata due volte. Niente male come regalo per il 2014.
Dovrò ricordarmi di ringraziare anticipatamente Babbo Natale, per quest’anno non posso chiedere di più!

chase90