40 Orgasmi e Non Sentirli

Chase in JeansSemplice psicologia: io ti mostro una cosa che ti piace, le mie tette ad esempio e tu ti fermi. Risultato: ho catturato la tua attenzione ed ora sei mio!
Vero in parte, soffrivo infatti nel distogliere lo sguardo da quelle bocce, da quei due seni chiaramente poco sopra una “seconda”, ma che lei cercava di far sembrare una “terza” con qualche trucco “pompa tette” tipico delle donne.
Aggiungiamoci poi, che io non credo alle coincidenze: con tante giornaliste che il sito ha alle sue dipendenze, guarda caso quella che mi farà le domande, come si dice dalle mie parti, è una bella fica? Forse pensano che una camicetta sbottonata che lascia intravedere un po’ di seno e qualche accavallamento di gambe di tanto in tanto, mi renda più morbido. Hanno ragione di nuovo!
Non appena si china infatti per prendere il suo tablet dalla borsa vicino alla sua sedia, ne approfitto subito per guardare attraverso la sua scollatura. Sono solo pochi decimi di secondi, ma mi bastano per avere un’anteprima delle sue tette, che viste così velocemente, sembrerebbero essere (appunto) poco più di una seconda. Anche l’ambiente dove sta avvenendo la nostra futura chiacchierata, sembra studiato a puntino: una piccola stanza di circa quindici metri quadrati, con le pareti verniciate di un rosso non troppo acceso ed una luce soffusa che rende l’atmosfera molto soft.
«Buongiorno Signor Chase, la ringrazio a nome di tutta l’Azienda per aver accettato l’intervista» mi dice mentre accavalla per la seconda volta le gambe e poggiando il tablet sulle stesse «per iniziare posso chiederle quanti anni ha?».
«Ahi, Ahi… partiamo male Signora…» provo a rispondere, ma la donna mi interrompe.
«Signorina… ed il mio nome è Monia».
«Monia… diamoci del tu, semplifichiamo le cose… dicevo… Monia, non sei venuta preparata, avresti dovuto leggere i miei racconti, almeno qualcuno e questa risposta l’avresti già avuta».
«36?» insiste lei.
«Ti ringrazio… trentasei sono quelli che mi danno tutti, spesso anche meno quando mi conoscono meglio dopo una cena, ma in realtà ne ho qualcuno di più» gli rispondo sorridendo «il nuoto, la palestra ed altre attività sportive, mi aiutano a mantenermi in forma».
«In quale parte dell’Italia vive Signor… in quale parte dell’Italia vivi?».
«In qualche provincia del centro dello stivale».
«Diciamo il Lazio? L’Umbria?» specifica Monia.
«Più o meno in quelle zone… Viterbo, Latina o Perugia, fa differenza?».
«No, non credo. Qual è il suo vero nome?»
«Non credo sia importante ai fini dell’intervista, se ti dicessi Francesco o Roberto cambierebbe qualcosa?».
«No, ne sono certa… OK, andiamo al sodo allora… perchè hai imposto questo nome, questo titolo, per l’intervista “40 Orgasmi & Non Sentirli”? Mi sembra piuttosto equivoco».
«Non per me, “40 Orgasmi & Non Sentirli” è una sorta di metafora, non va preso alla lettera ed inteso come fare sesso e non provare piacere» gli rispondo sbirciando di nuovo sotto la camicia «è come mettere un punto ed andare a capo, come dire “fino a qui tutto OK”» concludo fissando senza ritegno le sue tettine.
«Spiegati meglio e… il mio viso è qui» mi chiede ironicamente notando ovviamente che le stavo guarda il seno.
«Ho scritto 40 racconti Erotici, 40 storie che ormai sono nell’Etere, in Rete… su Internet da anni e che migliaia di persone hanno letto e commentato, migliaia di persone che ormai riconoscono nel nome “Chase90” storie erotiche con una certa garanzia» gli rispondo con un sorriso tendente all’arrogante.
«Sembri molto sicuro di te e poi 40… solo 40 racconti? Non mi, ci starai prendendo in giro?».
«Si… credo tu abbia ragione, forse sono molte di più le mie storie, nel cassetto di casa ce ne sono molte di più… ma il numero esatto sfugge anche a me… vedi Monia, io scrivo sempre, quando mi capita, vivo un’esperienza? Un’avventura? BOOM… scrivo subito due righe che poi quando ho tempo le trasformo in storie» gli rispondo «riguardo la sicurezza in me e la “garanzia” di un certo modo di scrivere nei miei racconti, non sono io a dirlo, ma i lettori che mi scrivono nel privato e quelli che commentano on line».
«No aspetta… non ti seguo, hai più di 40 storie “dichiarate” o pubblicate se preferisci e la maggior parte sono storie vere?».
«Non ho detto questo e non voglio prendere in giro i mie lettori, chi mi legge o te, ho sempre affermato, anche nelle risposte private, che i miei romanzi sono basati su esperienze personali, altre su storie vissute e/o raccontate da altri, come ad essmpio “Manila & le sue prime esperienze” e poi romanzate per rendere il “racconto” più avvincente… insomma, un po’ come si fa nei film quando all’inizio della proiezione leggiamo “basato su una storia vera”».
«Quindi quanti racconti hai scritto in totale, compresi quelli su questo sito?».
«Molti, considerando che tanti sono, come ti dicevo, nel “cassetto” ed altri su vari siti dove pubblico oltre qui».
«Su quante piattaforme pubblichi quindi? E perchè questa differenza di trattamento tra un sito e l’altro?».
«Regolarmente su cinque, più il mio sito personale» rispondo squadrando per la prima volta le sue gambe «l’esigenza di scrivere su più portali nasce da diversi fattori, ecco perchè questa “differenza di trattamento”, primo su tutti abbracciare una varietà maggiore di lettori, non solo quelli di racconti per adulti e visto che il “sesso” nelle mie storie non è mai gratuito ma il naturale epilogo di una storia spesso coinvolgente, secondo, perchè ogni sito offre potenzialità che magari quell’altro non offre» concludo riportando lo sguardo sul suo viso.
«Tipo?» mi domanda cercando di tirare un po’ più sotto il ginocchio la gonna.
«Ad esempio su un paio vi è la possibilità di inserire foto di copertina o immagini all’interno della storia che la rendono più viva» approfondisco osservando le sue mani che sistemano la gonna «su altri, come il mio sito “Chase90”, posso scrivere articoli veri e propri che trattano l’Eros, senza forgiare per forza una storia… vedi ad esempio, uno su tutti, “Libera & Nuda” che ho scritto sul mio portale e su un altro sito, che tratta la vita reale di una ragazza che pratica il naturismo ogni giorno, cercando di diffonderlo e spiegarlo a chi non conosce questo stile di vita».
«A proposito… parlami del tuo sito».
«Il sito “Chase90” nasce appunto per fondere tutte le caratteristiche di queste piattaforme, ma ampliandole, senza avere limiti di argomenti da trattare».
«Cioè?» chiede Monia.
«Il mio motto, quello del sito “Chase90” è “Se non è erotico, non è interessante”, questo significa che io esploro a 360° tutto ció che appartiene alla sfera dell’Eros senza per forza dover scrivere una storia… magari oggi inserisco un commento nella sezione “Diario” per parlare, che so? Di quella coppia che ho sorpreso a fare sesso in spiaggia, o ancora, inserire una qualche foto erotica di donne a cui piace mostrarsi senza veli e leggere i commenti di chi le vede, oppure parlare di eventi particolari o stranezze del Web che ruotano intorno al sesso, l’articolo “Libera & Nuda” come ti dicevo, che qui su questo sito non avrebbe trovato collocazione, è un altro esempio… insomma, nel sito “Chase90” puoi spaziare nel Mondo Eros senza limiti».
«Hai parlato di foto, di naturismo… tu come vivi il nudo?» mi domanda Monia arrossendo leggermente.
«Non ho problemi a mostrarmi nudo, perchè dovrei? Il senso di libertà che ti dà non avere vestiti sul tuo corpo, è impagabile… quindi se sono in spiaggia, ad esempio e fuori da occhi che potrebbero essere sensibili al nudo integrale, giro nudo, nel mio giardino faccio lo stesso… lo sai che ci sono Paesi stranieri che hanno alcune province dove girare nudi è, giustamente, la normalità?».
«No, non lo sapevo… tornando al nudo, ho visto… ho visto che sul tuo sito ti mostri al naturale, quindi ti piace anche farti fotografare…» mi domanda arrossendo di nuovo.
«Non ho problemi nel farlo, è diverso, molto diverso, le foto sono una componente della nostra vita, le facciamo ai matrimoni, per strada, in vacanza, ogni giorno…» gli rispondo mentre mi verso dell’acqua nel bicchiere «qual è la differenza tra questi eventi e le mie foto? Che io mi mostro senza veli e gli altri no? Chi decide cosa va bene e cosa no? E poi tutti siamo un po’ egocentrici, curiamo il nostro corpo… le donne si mettono la gonna, i top con il seno quasi al vento, gli uomini le maglie aderenti per mostare i bicipiti scolpiti in palestra, ognuno vuole mostrarsi, apparire, chi sostiene il contrario è un ipocrita» concludo posando la bottiglia sulla scrivania.
«Un po’ come quelli che posano per i vari calendari più o meno senza veli, insomma…» chiede retoricamente Monia.
«Ottimo esempio, ma senza allontanarci o fare esempi plateali come questo, chiunque si sia fatto almeno uno di quelli che oggi chiamano “Selfie”, è un coglione ipocrita se giudica chi si fotografa in pose sexy senza problemi… qual è la differenza? Io credo, anzi ne sono certo, nessuna».
«A proposito di “coglioni”…» mi dice Monia prima che la interrompa.
«Ecco… lo sapevo che prima o poi saresti arrivata qui…» gli dico sorridendo.
«Già sai cosa voglio chiederti?» mi chiede mentre la vedo più rilassata.
«Vuoi sapere delle ultime discussioni che ci sono state qui e su alcuni portali come questo, non è vero?».
«Veramente dopo che abbiamo parlato di foto e coglioni, ero curiosa di vedere “Chase” nudo…» mi dice sorridendo.
«Ma perchè non lo hai detto subito?» gli rispondo mentre inizio a togliermi velocemente tutto l’abbigliamento partendo dalle scarpe.
«No, aspetta… stavo scherzando, volevo davvero sapere di quel…».
Non la lascio finere, in meno di un minuto sono nudo davanti a Monia, che dopo un primo imbarazzo che le colora per l’ennesima volta il viso di rosso, sembra riprendersi.
«Di… Dicevamo… ultimamente sei stato attore di accese discussioni proprio su questo portale… vuoi… vuoi parlarmene?» mi chiede mentre per qualche secondo il suo sguardo si posa sul mio pisello prima di tornare nuovamente a guardarmi in viso.
«Che vuoi che ti dica? Diversi mesi fa ho notato, dopo anni di pubblicazione su Erotici Racconti e non, che sul sito “giravano” strani soggetti, persone che con le storie non avevano niente a che fare e che erano qui solo per creare malumori» gli rispondo mentre poggio il mio culo sulla sedia.
«Come è iniziato tutto? O meglio, perchè hai iniziato questa, chiamiamola, crociata?» mi chiede Monia mentre cerca di mascherare i suoi sguardi che sbirciano tra le mie gambe.
«Ho dato inizio alla “battaglia” dopo l’ennesimo commento pesante e fuori luogo di una certa Aliena o Marziana e della sua fedele cagnolina Katia o Ketty… non ricordo nemmeno bene come si facessero chiamare, perchè io l’apostrofavo sempre come “Le Sceme” e poi declinato in “Le Sceme Del Villaggio”» rispondo tranquillamente nudo davanti a lei «le chiamavo così non per offenderle, ci mancherebbe, ma perchè erano, sono, proprio stupide!» gli dico concludendo e cercando una posizione più comoda, ma decisamente volgare, allargando le gambe mostrando meglio il mio uccello.
«Mi stai dicendo, che sei andato a cercarle? A “cercartela”?» mi chiede questa volta tirando lentamente su la gonna scoprendosi, invece di coprirsi come all’inizio dell’intervista.
«È quello che ho fatto, commentando il racconto di un utente… purtroppo peró poi un po’ ci ha rimesso lui, anzi lei, mi sembra si chiamasse Conchita, in guerra li chiamano “danni collaterali”… ho cercato poi di spiegarle la situazione, quale fosse il mio scòpo finale, ed anche se in ogni caso non l’ha presa bene e mi ha dedicato comunque un racconto stile “sfogo personale”, non è stato un grosso problema, era incazzata un po’ con tutti ed ho capito che non lo faceva con cattiveria, almeno con me, così l’ho mollata… comunque, dicevo… ho commentato un racconto e solo uno, di questa Conchita sperando che le stupide cadessero come dei burattini nella provocazione… e cosí è stato» gli rispondo mentre il mio uccello acquista più vigore.
«E poi?» mi domanda ancora Monia.
«E poi è stato tutto un botta e risposta tra noi, alla “festa” dopo si sono uniti anche altri personaggi, veri o Fake che siano, come quello che chiamavo Abeceuncoglione, o il Coglionazzo se preferisci, non ricordo bene nemmeno il nome di lui… o di lei e molti altri che si limitavano a provocare dietro le quinte, uno su tutti un certo Sbrodolino o Sbrodolone, perchè non avevano le palle di farlo direttamente».
«Continua, sembra interessante, intanto… ti dispiace se mi spoglio anch’io? Mi hai incuriosito con questa storia del naturismo e qui l’aria si sta scaldando…» mi chiede mentre lentamente, molto lentamente, si alza togliendosi tutti gli indumenti.
«Fai pure Monia, non devi vergognarti della tua nudità» gli rispondo sentendo crescere il mio uccello tra le gambe «Il “flame”, così lo chiamano i Nerd in Rete quando uno crea caos e malumore in una chat, è durato qualche mese, mesi nei quali ho cercato di far ragionare questi “terroristi” della tastiera, mesi in cui ho fortemente consigliato a loro di smettere di creare confusione e panico nel sito, ma non mi hanno dato ascolto… hanno sempre giocato, giusto per rimanere in tema erotico, a chi ce l’ha più grosso ed hanno ovviamente perso» concludo accavallando le gambe.
«Perchè lo hai fatto? Qualcuno se lo chiederà… chi sei tu Chase?» mi domanda Monia ormai nuda davanti a me.
«L’ho fatto perchè… WOOOO sei uno schianto, gran fisico…» gli dico squadrandola da capo a piedi, passando per la sua fica curata e non troppo pelosa.
«Rispondi alla domanda… puoi farmi la lastra anche mentri parli» mi dice poggiando anche lei il suo culetto sulla sedia.
«Chi sono io? Sono uno che non sopporta l’arroganza, la stupidità gratuita» cerco di riprendermi mentre osservandola avverto un’erezione imminente «quello che mi dava fastidio inoltre, unito a quanto già detto, era (è) la loro presunta conoscenza di questi signori della “scrittura”, dei racconti in sè, senza averne le basi».
«In altre parole?» prova ad approfondire Monia spalancando le gambe e mostrandomi il suo posto più intimo.
«Per farla breve, è come se tu o io, andassimo da Michael Schumacher pretendendo di insegnargli a guidare… è questo che pretendevano di fare la Marziana, la Cagnolina ed il più recente Coglionazzo o coglionazza che sia» gli rispondo non distogliendo lo sguardo dalla sua fica «vedi Monia… io potrei accettare un consiglio o un commento per un confronto se fosse costruttivo, veritiero e soprattutto argomentato, ma qui stiamo parlando di persone disadattate, psicopatiche, di gente come il coglionazzo che usa termini al limite della denuncia per incitamento al nazismo, come “raus” per zittire chi lo contraddice, di gente come le Sceme del villaggio che commettono errori su errori nei sui scarsi racconti, come “nè” negazione senza accento tanto per dirne uno, di persone che sono sempre alla ricerca della rissa, di persone con seri disturbi che se non sei preparato ad “affrontarle”, possono far male a qualcuno… insomma, gente squallida e pericolosa» concludo riportando lo sguardo verso i suoi occhi.
«Aspetta, aspetta… fammi capire, tutto questo “macello” solo perchè ti davano fastidio? Altri hanno lasciato correre, potevi farlo anche tu, ci deve essere qualcos’altro».
«Lasciare correre era un’opzione, ma non è nel mio carattere… se una mosca mi infastidisce, io la schiaccio» gli rispondo continuando ad osservare il suo fisico «e no, non c’è altro… semplice e pura antipatia verso gli stupidi, un semplice prurito che scompare dopo una bella grattata» concludo grattandomi davvero i testicoli.
«E se il “prurito” ti dovesse tornare?» chiede Monia toccandosi anche lei provocatoriamente tra le gambe.
«Se il prurito dovesse ripresentarsi, probabilmente gli lascerei fare il suo corso».
«Che vuoi dire?».
«Vedi… giocare con queste imbecilli è stato anche un passatempo, davvero, un divertimento allo stato puro… sono stato e sono sempre dieci passi avanti a loro, ogni mossa, ogni provocazione è stata studiata e calcolata per prenderli prima per il culo, poi farli incazzare come più volte ammesso da loro stessi, quindi farli uscire di testa ed infine farli cacciare da questa o quell’altra piattaforma dove lo scopo principale è scrivere».
«Non pensi che possano “tornare” con altri nomi? In fondo in Rete non è cosí difficile crearsi nuove identità».
«Probabilmente già ci sono, la cagnolina ora si fa chiamare Poison e qualcos’altro, poi c’è una certa Lana Nera, Cotone Scuro… un nome cosí insomma, che ha tutta l’aria di essere una del club degli stupidi che hanno frequentato il cesso dell’erotismo, lo deduco dal fatto che come loro passa la vita a provocare ed insultare gli altri… ultimamente sembra ce l’abbia con un certo Grillino e non capisco perchè quest’ultimo non prenda provvedimenti, forse dovrei dargli una mano, la sindrome da Robin Hood ogni tanto si ripresenta in me… comunque, come dici tu, creare nuove identità non è poi così difficile, il problema è saperle gestire, perchè spesso una parola, una frase, se fa parte del nostro “io”, si ripresenta involontariamente rivelando la vera identità del soggetto».
«Cioè?» domanda Monia palesemente incuriosita.
«Vedi… certi intercalare, modi di dire, sono difficili da nascondere quando si gestiscono più profili e secondo me la maggior parte degli utenti che interagiscono con il Coglionazzo, Cotone Nero o la Cagnolina, potrebbero essere sempre la stessa persona, ci ho fatto caso quando rispondono ad altri utenti con delle frasi “già sentite” e tipiche di quegli psicopatici… un altro esempio che posso farti, è quando la Scema del villaggio mi ha scritto E-Mail anonime usando un portale per l’invio di E-Mail anonime, lo stesso portale che poco dopo sponsorizzava il coglionazzo, mi sembra si chiamasse “Guerriglia E-Mail” o qualcosa di simile… insomma, come ti ho detto, per gestire più identità, più account devi essere molto furbo ed avere un pizzico di intelligenza, ma sappiamo tutti che entrambe le cose mancano a questi soggetti… ma come ti ho detto, è acqua passata, ho smesso di giocare con loro, forse…» gli rispondo sorridendo.
«Quindi, in altre parole?» chiede insistentemente Monia.
«Vedi tesoro… io ho altro da fare che dare retta a questi psicopatici, con loro come ti ho detto mi sono divertito da morire, per po’ è stato anche uno spasso, ma poi alla lunga ti annoiano, perchè non sono in grado di ascoltare, di capire appunto perchè sono degli stupidi, perdi solo tempo e rischi di abbassarti al loro squallido livello ed allora li lasci al loro destino».
«In effetti ultimamente ti si vede poco commentare i racconti su questa o quell’altra piattaforma».
«Ho sempre detto che sono qui per scrivere, non per commentare o partecipare a discussioni sterili, specialmente se con delle persone mentalmente instabili, ma se vengo provocato, non mi tiro indietro ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».
«Sei più entrato in contatto con queste persone?» mi domanda Monia cambiando posizione sulla sedia ed allargando nuovamente le gambe.
«Dipende da cosa intendi per “entrare in contatto”, la Scema del villaggio mi ha scritto piú volte diverse E-Mail con le sue farneticazioni, ma l’ho subito messa come al suo posto come sempre, poi c’è il coglionazzo, con i suoi leccaculo, che credo voglia aprire un sito tutto suo visto che ovunque va viene bannato o preso a calci nel sedere… anche lui sembra essere ossessionato dal sottoscritto visto che ogni tanto scrive articoli senza senso sul Cesso Dell’Erotismo… senza contare i numerosi “inviti” ad unirmi a loro nei loro vari club tirati su qui e lì, hanno cercato di tirarmi dalla loro parte, piuttosto che avermi come “nemico”… quindi la risposta è che sono loro che parlano a me e di me, io non me li filo proprio ormai».
«Quindi in altri termini, li hai proprio abbandonati a sè?».
«Ma si Monia, te l’ho detto, non dialogo con gli stupidi, il gioco è stato bello finchè è durato, poi come ho sempre detto, mi stavo annoiando e sono tornato a dedicarmi in quello che so fare meglio, scrivere» gli rispondo «anzi… permettimi di fargli un saluto, tanto ci stanno leggendo, sono tanto ossessionati da me e così prevedibili, che mi sembra di sentire il loro respiro… hey ragazzi, Sceme, Coglionazzo, un saluto dal vostro Chase» concludo muovendo la mano come se stessi veramente dicendo “ciao” a qualcuno.
«A proposito di racconti, ma… gli ultimi tre che hai scritto mi sono sembrati “diversi”, a tratti come se li avessi già letti».
«Te ne sei accorta?» gli dico sorridendo «gli ultimi tre racconti sono stati l’ultima presa per il culo al Coglionazzo, una presa per il culo che avevo già riservato per la Scema del villaggio… se leggi con attenzione le ultime storie, vedrai che non sono altro che un “ampliamento” di vecchi miei racconti… per esempio nel caso di “Sognando Barbara”, si tratta di un semplice “Remake” di “Le Mie Prime Masturbazioni – Vecchi Ricordi”» concludo mantenendo il sorriso sul mio viso.
«Cioè… aspetta, vuoi dire che hai pubblicato…».
«Hai capito bene, ho scritto gli ultimi racconti un giorno dopo quelli del Coglionazzo, per dargli un po’ di vantaggio essendo ovviamente lui, o lei, inferiore a me su tutti i livelli, ed indovina? Nonostante fossero storie in un certo senso già scritte, ogni volta le mie visualizzazioni erano il doppio delle sue… se ci ripenso ancora mi viene da ridere, ogni mese scriveva un racconto ed ogni mese io pubblicavo racconti che lo superavano alla grande… pensa che aveva pure provato a scrivere roba “diversa” per darsi un tono con una storia che mi sembra si chiamasse “Di cazzate antiche” o roba simile e pure lì ha preso bastonate» concludo senza lasciare che Monia termini la frase e cercando di soffocare l’ennesima risata.
«Non l’avrà presa bene…» butta lì un pensiero Monia.
«Si, credo che non l’abbia presa bene, ma questo è quello che succede quando entri in conflitto con la persona sbagliata».
«Ma avrai degli amici qui in Rete, o nel sito?».
«Si, ho conosciuto anche persone valide ed intelligenti, che sento ormai da anni, ma mi hanno chiesto di rimanere anonime e rispetto la loro privacy… poi ci sono quelli che io chiamo “fan dell’ultima ora”, le meteore, quelli che ti scrivono un paio di volte per soddisfare la loro curiosità sui vari argomenti del sesso per poi sparire».
«Comunque non è la prima volta che ti “scontri” con qualcuno, ad alcuni hai fatto addirittura cancellare l’account stesso con tutte le storie, ricordo male?» mi domanda Monia incuriosita.
«Ho capito a cosa ti riferisci… e si, è vero, è successo anche questo, ho fatto cancellare definitivamente l’account di certe persone, ma anche qui i soggetti se la sono cercata».
«Cioè? Spiegami».
«Tutti i miei racconti, sottolineo tutti, sono originali e scritti da me, frutto di idee, ore e giorni di lavoro, poi arriva qualcuno, li copia e li fa propri pubblicandoli altrove nel migliore dei casi per lui… nel senso che pensa che io non lo trovi, oppure li ripubblica nello stesso sito ma cambiandone la “paternità” con il suo nome… e questo ovviamente non posso permetterlo» gli rispondo fissandola stavolta negli occhi «cosí ho scaricato dalla Rete un semplice software gratuito, che permettere di “scovare” su Internet, tramite l’inserimento di alcuni parametri, questi “ladri di storie”, ed una volta trovati basta segnalarli al sito di appartenenza rivendicando la paternità dello scritto, in modo tale che lo stesso proceda poi alla rimozione totale dell’account».
«Capita spesso questo “furto”?» chiede Monia per approfondire il tema.
«Più spesso di quanto tu possa immaginare, ormai ci sono abituato, proprio ieri ne ho stanati un paio… ma credo che li lascerò lì dove sono, più che altro perchè mi sono sembrati degli sprovveduti, prima che degli stupidi, perchè non solo hanno copiato il racconto, ma hanno pensato bene di lasciare anche il nome originale dell’autore con tanto di E-Mail, cioè il mio… li ho lasciati perdere, in fondo questa è pubblicità gratuita, visto che hanno messo alla fine della storia “scritto da Chase90″».
«Se ti dovessi chiedre un bilancio della tua “vita” come “Chase90”, cosa mi risponderesti?».
«Che sono dannatamente soddisfatto, ormai “Chase90” è come un marchio di fabbrica, un simbolo, chi lo cerca in Rete sa cosa aspettarsi… non pensavo di arrivare a tanto, ho iniziato con racconti semplici come “Le Mie Prime Masturbazioni”, il primo racconto che ho scritto e che vorrei “rivedere e ripulire” tra gli altri come già detto, fino ad arrivare dove sono, riconosciuto dagli utenti anche quando mi affaccio in nuovi siti oltre a questo».
«Hai mai pensato di “guadagnare” con questo tuo, passami il termine, hobby?» incalza Monia.
«A dirla tutta no, almeno per ora… su un altro sito dove pubblico, tornando al discorso che ogni portale offre diverse potenzialità, avrei anche l’opzione di guadagnare scrivendo, visto che lo stesso offre la scelta di far leggere una parte gratis di un racconto agli utenti ed un’altra a pagamento, ma per ora la mia più grande soddisfazione sono le migliaia di visualizzazioni su Internet… come qui, dove sono tra i più prolifici ed uno tra i più letti e se poi sommiamo il numero di letture di ogni singolo racconto su ogni singola piattoforma oltre a questa, bhè… i numeri stratosferici parlano da soli».
«Cosa farai ora? Quali sono tuoi progetti per il futuro?» mi domanda mentre accavalla le gambe.
«Ho tante idee da mettere in piedi, quasi sicuramente mi prenderò una pausa come scrittore, con una piccola eccezione per Natale dove conto di pubblicare qualcosa come regalo per i lettori, ma per il resto mi concederò un po’ di riposo, impegni nel privato mi costringono a togliere qualcosa alla scrittura».
«Qualche anticipazione? Non puoi essere cosí vago, dai…» mi chiede Monia mentre si tocca i seni e spalancando le gambe quasi volesse corrompermi.
«No, davvero Monia, ho tante idee che non so da dove partire… ad esempio negli ultimi tempi facendo un bilancio dei miei racconti, quei 40 pubblicati appunto, mi era venuta in mente l’idea di rivedere ed ampliare, magari correggendo qualche errore di distrazione, storie che ho scritto in passato, una sorta di “reboot” letterario» gli rispondo mentre sento il mio pisello gonfiarsi tra le gambe.
«Quindi Chase ed il nome “Chase90” continuerà a farci compagnia per un bel po’?» mi chiede Monia mentre spegne il Tablet come per suggerirmi che l’intervista è quasi al termine.
«Chase… io, vi farò compagnia in questo mondo chiamato Eros ancora per molto, molto tempo, a differenza di altri buffoni di passaggio, magari non mi vedrete tutti i mesi, ma questo significa solamente che sto “lavorando” per voi, per i lettori, per darvi sempre storie originali degne di questo nome e del simbolo “Chase90″» gli rispondo mentre mi alzo per rivestirmi.
«OK, penso di averti chiesto tutto… ora che si fa?» mi domanda Monia alzandosi.
«Non so te, ma io me ne torno a casa» gli rispondo mentre mi chino per prendere i boxer.
«Aspetta… di norma nelle tue storie finisci sempre a letto con la “lei” di turno, non credi… non pensi che noi due… ora… magari…» mi dice sfiorandomi il petto con una mano.
«Non questa volta tesoro, mi sono messo nudo per mostrarti che il naturismo non sempre viaggia di pari passo con la parola sesso».
«Allora… forse, potremmo sentirci un’altra volta…» mi chiede toccando leggermente il mio uccello ancora un po’ gonfio per l’atmosfera.
«Perchè no? Lasciami il tuo numero piccola» gli dico strizzandogli un capezzolo.
Così Monia prende un pennarello, mi tocca per qualche secondo il cazzo ormai duro e ci scrive sopra il suo numero di cellulare.
«Chiamami, ci conto» mi dice mentre si riveste.
È quello che ho fatto esattamente dopo una settimana, ma questa è un’altra storia e magari più in là ve la racconterò.
Stay Tuned Guys!
Chase On The Bed

chase90