I Suoi Primi Cinquant’Anni

Collega 3La festa era ormai finita ed in casa non c’era piú nessuno, tranne io e lei. Ero pronto per dargli il mio “regalo”. Esco dal bagno completamente nudo e con il mio pisello ciondolante, attraverso il corridoio. Arrivo alle spalle di Antonella, l’abbraccio, spingo il mio corpo su di lei, presso il mio pisello sul suo sedere e gli dico: “Ancora Buon Compleanno Amica Mia”. La sento sorridere, ma ancora non realizza che dietro di lei io sono nudo. Tenendola dolcemente stretta a me, avvicino la mia bocca al suo orecchio e gli sussurro che sono l’unico che ancora non gli ha dato il regalo per i suoi primi cinquant’anni! Ride di nuovo, ma la mia morsa affettuosa gli impedisce di girarsi. Intanto il mio pisello continua a spingere sul suo sedere ed inizia a gonfiarsi. Allora prima che lei percepisca l’ingombrante presenza della mia futura erezione, la invito a chiudere gli occhi in attesa che gli metta tra le mani il mio regalo. Antonella esegue i miei ordini e serra le palpebre. La lascio e mi posiziono davanti a Lei.
– “Ecco il tuo regalo Antonella” Gli dico guidando le sue mani verso il mio uccello.
– “Dove Chase? Non sento e vedo nulla! Ma non posso aprire gli occhi?” Dice Lei eccitata ed incuriosita dalla futura sorpresa.
– “No! Non puoi aprirli. Dai…. ci sei vicina, il tuo pacco é qui” Gli suggerisco mentre mollo le sue mani e la lascio cercare da sola il suo “regalo”.
É questione di secondi, le sue mani afferrano il mio pisello, rimangono sul pezzo solo per pochi attimi, il tempo che Antonella capisca quello che sta maneggiando.
Il suo viso smette di sorridere, apre gli occhi e si accorge finalmente che ha tra le mani il mio pisello eccitato da tutto quel gioco. Lascia subito la presa e fá un passo indietro.
– “Chase! Sei impazzito? Perché sei nudo?” Mi dice in un tono abbastanza serio.
– “Volevo darti il mio regalo personale. Credevo… pensavo lo volessi anche tu!” Gli rispondo cercando di tornare all’atmosfera festiva di pochi minuti prima.
– “Hai pensato male! Che significa questa storia? Questo sarebbe il tuo regalo? Grazie del pensiero, ma ora si é fatto tardi, ci vediamo domani” Ribatte Antonella, indicando il mio pisello e cercando di concludere la discussione.
Che fosse una persona particolare, era cosa ormai nota, ma che si rifiutasse di scoparmi in modo cosí deciso, questo non me lo aspettavo proprio.
Antonella era quella che noi del’Agenzia chiamiamo “cliente facoltoso”. Occupandoci di pubblicitá, i contributi extra lavoro erano sempre graditi. Ed Antonella, di soldi extra, ce ne dava molti. Ad ogni contratto concluso con lei, oltre al normale pagamento, mi girava (ci girava) sempre un assegno “in piú” per le coperture di servizi di vario genere. In realtá, ormai lo avevo capito, anzi lo avevano capito tutti, era un modo per comprarsi qualche attenzione in piú, insomma, era chiaro che voleva scoparmi. Quelli dell’Agenzia, i colleghi uomini ovviamente, mi chiedevano perché non mi buttassi, non mi facessi avanti. Non solo Antonella era una scopata facile, ma per la sua etá, vicina ai cinquanta, era proprio una gran bella donna. Ma come giá scritto in altri miei racconti (rileggete “La Nuova Collega” o “La Figlia Del Mio Collega”) preferivo sempre dividere il lavoro dalla vita privata. Ma come sempre, tra il dire ed il fare, c’è sempre lo scopare!
Antonella era nostra cliente da quasi cinque anni e dopo i primi tempi, dove anche per esigenze lavorative ci davamo del “Lei”, iniziammo a diventare meno formali. Arrivati al punto dove ormai ci chiamavamo per nome, iniziammo dopo un pó ad inviarci anche messaggi sui nostri smarthphone. Insomma, avevamo creato anche una sorta di legame piú o meno intimo. Ammetto che diverse volte avevo pensato a come lei fosse sotto le coperte, anche perché sul lavoro, ogni volta che si presentava alle riunioni, indossava abiti che mostravano ogni forma del suo fisico. Le gonne erano all’ordine del giorno e le camicette con ampie scollature, non mancavano mai. Una volta credo anche di essere riuscito a intravedere le sue tette attraverso un’apertura di una camicia non troppo abbottonata. Se fosse stata una femmina animale, i suoi attegiamenti potrebbero essere tranquillamente catalogati come un richiamo sessuale per i maschi, io incluso.
Ormai eravamo diventati quasi amici, prima ancora che venditore e cliente. Ricordo persino quell’estate che decidemmo di trascorrere una giornata al mare insieme. Quella fu la prima volta che la vidi senza vestiti, ovviamente non nuda, ma comunque poco coperta. Quella volta in spiaggia portó anche sua figlia minore, Elisabetta, una ragazza di appena vent’anni bionda e alta come la madre. Credo che fu proprio quel giorno che pensai ad Antonella come ad una donna, come ad una fica da scopare. Se prima la vedevo come una cliente, ora iniziavo a pensare a lei come una preda, anzi, come a delle prede. Giá, perché Elisabetta era degna della madre, in piú aveva dalla sua parte la giovane etá. E nei miei sogni piú segreti, pensavo a come sarebbe stato averle entrambe dentro il mio letto! Ma come detto, era solo un sogno. Cosí mi concentrai su Antonella, che sembrava meno ostile sessualmente parlando e che comunque mi spronava a provarci con lei. Un chiaro messaggio esplicito arrivó proprio su quella spiaggia. Essendo una donna e come tutte le donne gli piaceva piacere, adorava l’abbronzatura quasi integrale, in poche parole, senza reggiseno. Quando se lo tolse, rimasi per un secondo sorpreso. Non tanto per il gesto, quanto per quelle tette cosí ben fatte. Antonella non era piú una ragazzina, eppure quelle sue bocce facevano invidia a metá delle ventenni che ci circondavano. Aveva dei seni molto grandi, abbastanza calati e con due capezzoli ben pronunciati. Le grandi areole che li circondavano, completavano quel panorama mozzafiato. A completare l’opera, ci si mise lo spettacolo che gentilmente Antonella offrí a chi la guardava, me compreso. Inizió a spalmarsi la crema su tutto il corpo, partendo dalle gambe e passando per l’interno coscia, fino ad arrivare alle tette. Vedere quelle sue mani, anzi, quelle sue dita, scivolare su e giù verso l’inguine, proprio dove finisce la fica ed inizia la coscia, era una scena da infarto. Se il piano era di farmelo diventare duro, ci era riuscita. Sentivo il mio uccello gonfiarsi nei boxer, lo sentivo crescere minuto dopo minuto, tanto che fui costretto a mettermi a pancia sotto per soffocare l’erezione. Il suo spettacolo erotico sembrava non finire mai. Soprattutto quando si spalmó la crema sui seni, su quei grossi meloni. Erano cosí grandi, che per mettere la crema solare in modo uniforme, doveva con una mano sollevare un seno e con l’altra mettere la crema sotto la parte dove poggiavano le sue tette! Il tutto con estrema disinvoltura. Lo ammetto, se fossimo stati da soli su quella spiaggia, mi sarei giá abbassato i boxer per dargli quello che cercava: qualcuno che tappasse quel suo buco con una grossa cappella. Antonella mi chiese poi di aiutarla a mettere la crema sulle spalle. Ecco, ci mancava solo questo. Mi alzai cercando di nascondere la mia eccitazione e l’aiutai. Feci scivolare lentamente le mie mani sulla sua schiena e qualche volta sui fiancha le mie dita sfioravano le sue tette. Ora ne avevo la convinzione, la sua pelle, il suo fisico, le sue enormi bocce, erano decisamente meglio di tutte quelle ragazze sulla spiaggia. Intanto la mia eccitazione cresceva, fino ad arrivare al punto di non ritorno, quando vidi il mio pisello ormai quasi dritto e duro, spuntare da un lato dei miei pantaloncini. Si vedeva chiaramente la mia cappella spuntare fuori. Se Antonella si fosse girata, o se sua figlia fosse uscita dall’acqua in quel momento, non ci avrei fatto una bella figura. Cosí dopo aver messo la crema su ogni centimetro della sua schiena, sempre posizionato alle sue spalle, gli consegnai il flacone e alzandomi gli dissi che andavo a prendere qualcosa di fresco da bere per noi tre. Mi voltai immediatamente e presi la direzione del Bar cercando di nascondere al resto dei bagnanti quell’imbarazzante situazione.
Dopo quella giornata iniziai a vedere Antonella con occhi diversi, con pensieri diversi. L’idea di fare sesso con lei iniziava a farsi posto nella mia testa. Antonella ovviamente si era accorta che negli ultimi tempi ero cambiato, che iniziavo ad interessarmi a lei come donna da portare a letto. Sul lavoro inizió anche ad essere piú provocante: se doveva firmarmi dei documenti, si piegava sempre sulla scrivania a novanta gradi, in modo che la sua scollatura mi lasciasse vedere chiaramente le sue enormi tette. Se stavamo in sala riunioni, accavallava le gambe a rallentatore sperando che io la guardassi tra le cosce. Insomma, iniziava ad alzare il tiro.
Poi arrivó la vigilia del suo compleanno, ed anche se lei non voleva festeggiare, le sue due figlie cercarono di organizzargli una festa a sorpresa per i suoi primi cinqant’anni. Un giorno venne proprio Elisabetta in ufficio per invitare me e qualche altro collega:
– “Ciao Chase, ti ricordi di me?” Disse lei avvicinandosi alla mia scrivania.
– “Certo! Come potrebbe essere altrimenti? Sei tale e quale a tua madre, sembrate due sorelle” Risposi io vedendola leggermente arrossire.
– “Ti ringrazio, dovresti peró dirlo a mia madre, con l’avvicinarsi del suo compleanno, si sente vecchia. A proposito… sono qui per questo. Stiamo organizzando una festa tutta per lei. Tra due settimane. Ci farebbe piacere se venissi” Mi disse Elisabetta.
– “Non mancheró” Conclusi io.
La sera stessa pensai che forse era arrivato il momento di buttarmi e l’occasione me la stava dando prorpio sua figlia.
Finalmente arriva la grande serata, sono davanti alla porta e suono il campanello. Ad aprirmi é proprio Antonella, che per un secondo rimane felicemente basita. Io intanto la osservo. Si, é proprio una bella donna. Cinquant’anni e non sentirli. Ovviamente é vestita di tutto punto e se in ufficio era audace con gli abiti, stasera é da club privé! Tacchi da svariati centimetri che slanciano le suo lunghe gambe, gonna corta della serie “che appena ti muovi nel modo sbagliato fai vedere tutto” e solita camicetta sbottonata piú del dovuto che lascia ben vedere le sue grosse tette abbronzate.
– “Chaseeeeeeee! Anche tu qui?” Disse Antonella.
– “Potevo perdermi i primi cinquant’anni di una nostra cliente nonché, ormai, amica?” Risposi io sorridendo e porgendogli un mazzo di rose ed una confezione pregiata di legno con all’interno due bottiglie di vino.
– “Non sai quanto sono contenta che ci sia anche tu! Dai… entra”.
All’interno saremo più o meno una quarantina di persone e osservando la sua casa, noto che é molto grande e ben arredata. La serata vá avanti nel piú classico dei modi, tra risate, cocktail e chiacchierate varie. Ogni tanto lancio uno sguardo ad Antonella e lei contracambia. OK, é la serata giusta. Ora o mai piú. Attendo la fine dei festeggiamenti, aspetto pazientemente che Antonella sia tutta per me. Finalmente in casa non c’é piú nessuno. Sono le due di notte e tutti sono andati via. Siamo soli io e lei. L’aiuto a togliere le cose piú ingombranti e poi mi allontano per qualche minuto con la scusa di andare in bagno. Ero pronto per dargli il mio “regalo”.
Esco dal bagno completamente nudo, con il mio pisello ciondolante, ma comunque gonfio per l’eccitazione e attraverso il corridoio tenendo nella mano sinistra un preservativo. Arrivo alle spalle di Antonella e l’abbraccio, spingo il mio corpo su di lei, presso il mio pisello sul suo sedere e gli dico: “Ancora Buon Compleanno Amica Mia”. La sento sorridere, ma ancora non realizza che dietro di lei io sono nudo. Tenendola dolcemente stretta a me, avvicino la mia bocca al suo orecchio e gli sussurro che sono l’unico che ancora non gli ha dato il regalo per i suoi primi cinquant’anni! Ride di nuovo, ma la mia morsa affettuosa gli impedisce di girarsi. Intanto il mio pisello continua a spingere sul suo sedere ed inizia a gonfiarsi ancora di piú. Allora prima che lei percepisca l’ingombrante presenza della mia futura erezione, la invito a chiudere gli occhi in attesa che gli metta tra le mani il mio regalo. Antonella esegue i miei ordini e serra le palpebre. La lascio, lancio sul tavolo il preservativo e mi posiziono davanti a Lei.
– “Ecco il tuo regalo Antonella” Gli dico guidando le sue mani verso il mio uccello.
– “Dove Chase? Non sento e vedo nulla! Ma non posso aprire gli occhi?” Dice Lei eccitata ed incuriosita dalla futura sorpresa.
– “No! Non puoi aprirli. Dai…. ci sei vicina, il tuo pacco é qui” Gli suggerisco mentre mollo le sue mani e la lascio cercare da sola il suo “regalo”.
É questione di secondi, le sue mani afferrano il mio pisello, rimangono sul pezzo solo per pochi attimi, il tempo che Antonella capisca quello che sta maneggiando. Il suo viso smette di sorridere, apre gli occhi e si accorge finalmente che ha tra le mani il mio pisello eccitato da tutto quel gioco. Lascia subito la presa e fá un passo indietro.
– “Chase! Sei impazzito? Perché sei nudo?” Mi dice in un tono abbastanza serio.
– “Volevo darti il mio regalo personale. Credevo… pensavo lo volessi anche tu!” Gli rispondo cercando di tornare all’atmosfera festiva di pochi minuti prima.
– “Hai pensato male! Che significa questa storia? Questo sarebbe il tuo regalo? Grazie del pensiero, ma ora si é fatto tardi, ci vediamo domani” Ribatte Antonella, indicando il mio pisello e cercando di concludere la discussione.
– “Ti chiedo scusa, devo aver capito male!” Continuo io mentre faccio un passo indietro per ritirarmi.
– “Dove vai scemo? Stavo scherzando!” Dicendo quelle parole Antonella si avvicina velocemente a me, afferra il mio pisello come fosse un guinzaglio e mi tira a sé.
Mi bacia con vigore, sento la sua lingua in ogni parte della mia bocca. Intanto non molla la presa del mio uccello, lo tiene stretto nella sua mano con tale forza che sembra quasi abbia paura “voli” via! Ci gioca, muove la pelle della cappella con il pollice, poi passa alle mie palle strizzandole, le tira verso il basso. Intanto la sua bocca continua ad esplorare la mia. Passo all’attacco pure io. Gli metto una mano sotto la gonna, la alzo per poi scendere dentro le sue mutandine. Avverto una lieve peluria, quindi non é depilata, ma nemmeno sembra avere un bosco lá sotto. La mia mano a cucchiaio inizia a toccarla, la strofino avanti e indietro lungo la sua fica. Poi con il dito medio inizio a stimolarla tra le grandi labbra. Ma non glielo metto dentro. Voglio prima sentirla bagnarsi. Intanto lei continua a masturbare il mio pisello che inizia a crescere tra le sue mani. Allora mi stacco da lei, sfilo la mia mano dalla sua fica e faccio un mezzo passo indietro. Voglio vederla nuda. Inizio a spogliarla con la sua complicitá. Mentre gli slaccio la camicia, lei fá scivolare la sua gonna a terra, non prima peró di essersi sfilata le scarpe. Mancano le sue mutandine ed il reggiseno. Mi abbasso lentamente con le mie mani sui suoi fianchi, gli sfilo le mutandine e mi fermo con il viso davanti alla sua fica. Non mi ero sbagliato. Vedo una piccola striscia di pelo lungo le sue grandi labbra. Per il resto la sua fica é liscia come il marmo. Metto il mio naso tra le sue grandi labbra, annuso la sua intimitá sfregandolo dentro la sua fica. Inizio a sentirla godere, qualcosa esce dalla sua bocca. Continuo a masturbarla in mezzo alle gambe e sento la sua fica inumidirsi. Quindi vado sul classico ed inizio a leccargliela, prima solo con la punta della lingua, poi passo alla modalitá “gelato” usando completamente tutta la lingua. Antonella emette un gemito, ha un orgasmo e la sua fica completamente bagnata, completamente fradicia, me lo conferma. Quindi mi alzo, con decisione gli strappo il reggiseno e vedo le sue grosse tette sbattere sul suo petto. Le afferro con entrambe le mani e le stringo con forza come lei fece con le mie palle. Intanto il mio cazzo si gonfia, rasentando l’erezione. Antonella reclama la sua parte e si inginocchia costringendomi a mollare la presa sulle sue tette. Afferra il mio uccello ed inizia a masturbarmi. Lentamente, molto lentamente. Inizia a farmi una sega con le sue mani. Su e giú. Su e giú. Afferra tutta l’asta e fá scivolare la pelle sotto la mia cappella. Poi la ricopre. Quindi la tira nuovamente sotto. Vedo le prime gocce di sperma uscire dalla punta della mio cazzo. Antonella si avvicina e strofinando il suo viso contro la mia cappella, pulisce le prime colate di sborra. Il mio uccello é ora completamente dritto, lei mette le mani sulle mie cosce ed inizia a leccarlo come un gelato. La sua lingua parte dall’attaccatura delle palle fino ad arrivare alla punta della cappella. Una volta. Due. Tre. Quattro. Sento che sto per venire. Sento la sborra salire lungo tutto il mio pisello. La sento incanalarsi lungo tutta l’asta. All’ennesima leccata, non resisto. Un lungo schizzo parte dal buco della mia cappella verso il viso di Antonella, gli finisce dritto sul naso costringendola a scansarsi per la forte pressione. Cerco di controllarmi e non spingo oltre. Voglio svuotarmi completamente le palle dentro di lei. Ma una seconda schizzata parte comunque in modo naturale colpendola di nuovo sul viso. Quindi prima che finisca le cartucce, la prendo e la metto sul tavolo allargandogli le gambe. Allungo le mani verso il preservativo prima di penetrarla ed inondarla di calda crema. Lei mi ferma, mi dice che da quando suo marito l’ha lasciata, non é stata con molti uomini e che posso andare sul “sicuro”. Gli credo ed il fatto di essere forse il primo dopo il suo matrimonio, mi eccita ancora di più, sembra che io la stia sverginando! Quindi avvicino il mio cazzo che continua a perdere sperma dalla cappella e cerco di sbatterglielo dentro. Antonella si passa una mano sul viso, si pulisce dalla sborra e se la mette in mezzo alla fica come lubrificante. Come se la sua fica bagnata dei suoi umori non bastasse. Mi avvicino lentamente al suo buco, non servono nemmeno le mani per guidare il mio pisello dentro di lei, é talmente dritto e carico che si fá strada da solo. L’afferro per i fianchi e lentamente faccio scivolare la mia cappella dentro di lei. Le sue grandi labbra avvolgono facilmente la mia grande cappella, entro, vedo la sua fica accogliere centimetro dopo centimetro il mio cazzo. Ora sono dentro, sento il calore della sua fica. Inizio a spingere, sempre di più. Una volta. Due. E poi ancora. Scivolo su & giú lungo il canale del suo utero. Sento nuovamente la sborra farsi strada, Antonella inizia a godere, un forte gemito esce dalla sua bocca. Io ci sono vicino… sento che stó per venire….. continuo a scoparmela… continuo ad andare avanti e indietro… sento le palle esplodermi, sento il rumore dei miei testicoli sbattere sul bordo del tavolo… avverto la sborra salire… ci siamo… afferro ancora con piú forza il suo culo e spingo, spingo e….. sborro… vengo… percepisco una lunga calda schizzata dentro la sua fica… poi una seconda, una terza, una quarta… vedo la fica di Antonella “perdere” la mia sborra… continuo, sento che le mie palle possono fare di meglio… ancora uno schizzo, ed un altro e poi un altro ancora…. infine sfilo il mio cazzo completamente avvolto dal mio stesso sperma e mi masturbo cercando un’ultima schizzata che finisce lungo le sue cosce. Completamente svuotato, ma con il mio pisello ancora dritto che sento comunque pulsare, invito Antonella a scendere dal tavolo. Anche lei sembra essere sfinita. Noto che in mezzo alle gambe, ancora qualche goccia di sperma scivola verso il basso. Quindi la prendo per mano e la guido come fossi il padrone di casa, sotto la doccia.
La mattina dopo, stanco come se avessi lavorato in miniera, mi alzo con comodo. A farmi quasi da sveglia, é anche il mio cellulare che lampeggia nel buio della camera. Ho un SMS. Ancora mezzo assonnato, vedo che il mittente é proprio Antonella, apro il messaggio e lo leggo: “Grazie per la splendida serata e soprattutto per il regalo. Un bacio, Antonella”.
Rimango qualche secondo con il cellulare in mano, sospeso tra l’indecisione di rispondergli o no. Ma sono ancora troppo stanco per la notte di sesso appena passata. Butto il cellulare sul comodino e torno a dormire. In fondo, oggi é domenica!

chase90

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