La Prima Volta É Stata Con La Mia Dottoressa

Nurse StoriaSolo per il semplice fatto di essere con i pantaloni ed i boxer completamente tirati giú davanti a Lei, qualche disagio poteva esserci! Un conto era spogliarsi per una donna con la quale avevi trascorso una serata, un altro era stare con il proprio pene davanti ad una Dottoressa che ti visita assumendosi tutti i rischi che il tocco di una donna può avere sulle parti intime di un uomo! Ma non avevo molta scelta. Tra l’altro mi chiedevo come mai il mio medico curante avesse deciso di prendere come sua futura (quanto meno probabile) sostituta, una donna, una Dottoressa. Se lo avessi saputo, sarei passato un altro giorno, ma ormai ero lì e quella situazione, un lieve bruciore quando urinavo, unito al fatto che andavo al bagno sei o sette volte al giorno, andava risolta o quanto meno capita il prima possibile. Mi ero subito reso conto del casino in cui mi stavo cacciando non appena misi piede nello studio, ed accanto al mio Dottore di sempre, notai una ragazza (per altro molto carina) con il camice.
– “Buongiorno Sig. Chase. Come stá?” Mi chiede il Dottore
– “Bene, cioé….. credo bene, ero venuto per un controllo generale ed uno un pó piú sullo specifico” Gli rispondo.
– “Cosa intende per specifico?”
– “Bhé, ecco….. le dispiace se parliamo da soli?” Gli dico alludendo con lo sguardo alla presenza della ragazza.
– “Mi scusi Sig. Chase, non vi ho presentati. Lei é la Dottoressa Cardelli, forse prenderá il mio posto entro tre anni. Sà… la pensione si avvicina per me” Mi dice presentandoci.
– “Quello che vuole dire a me, puó dirlo anche a lei. Da oggi mi affiancherá nelle visite” Continua lui.
Cazzo! E adesso? Raccontare al mio Dottore ventennale quanto mi era accaduto, non era un problema, conosceva quasi tutto di me. Ma….. ma parlare ad una sconosciuta questioni che riguardavano la mia sfera sessuale e di conseguenza il mio pisello, era tutta un’altra storia! OK, facciamo un bel respiro, in fondo anche lei quasi vergine del mestiere, avrà un pò di vergogna? Come si dice? Mal comune, mezzo gaudio.
Così inizio a spiegare, con lo sguardo rivolto maggiormente al mio medico, che da circa due settimane vado al bagno per urinare almeno sei o sette volte al giorno, che ogni volta che la faccio avverto come un prurito interno e che per lo stesso tempo la punta della mia, insomma ci siamo capiti, è completamente rossa! Il Dottore sembra impassibile, mentre il viso della Dottoressa inizia ad assumere un certo colorito a cavallo tra l’imbarazzato e lo stupito. Qualche secondo di silenzio e poi finalmente la Dott.sa Cardelli trova il coraggio per intervenire facendo le prime domande per effettuare una diagnosi:
– “Ha….. Ha avuto rapporti non protetti ultimamente?” Mi chiede balbettando leggermente.
– “No, No… cioè si… insomma, lo faccio sempre con la protezione, ma… circa un mese fà per una serie di circostanze, non l’ho usato” Gli dico in tutta sincerità.
Ed era vero. Avevo fatto sesso con mia cugina Rita ad un mese da Natale (racconto “Un Natale Indimenticabile Con Mia Cugina Rita”) e senza protezione, ed anche se lei mi aveva assicurato che non aveva malattie trasmissibili e che prendeva comunque la pillola per gravidanze indesiderate, dovevo mettere sul piatto della bilancia che l’avevo posseduta anche da dietro senza preservativo. “Cazzo Chase, non sei l’ultimo dei pivelli e non lo sai che i rapporti anali sono quelli che trasmettono più infezioni?” Dico a me stesso.
Poi la Dottoressa continua con un altro paio di domande ed alla fine prova a buttare giù una diagnosi. Ma viene quasi subito ripresa dal mio medico curante, che gli fà notare come sia possibile fare una diagnosi senza visitare il paziente. Quindi mi chiede inevitabilmente (e non senza vergogna) di sdraiarmi sul lettino ed abbassarmi i pantaloni per fare un Check-Up. Ed ora? Riuscirò a controllarmi senza fare figure di merda con il mio pisello che quasi sicuramente avrà un’erezione al suo primo tocco? Almeno fosse brutta questa Dottoressa, un cesso ambulante, invece no, doveva anche essere una bella fichetta: una ragazzetta sui 24, 26 anni, sul metro e settanta, mora con i capelli lunghi leggermente mossi e con degli occhiali neri che la facevano molto studentessa.
OK, proviamoci! Mi tiro giù i pantaloni mentre lei scrive qualcosa su un foglio (forse prova a mantenere un aspetto professionale) e poi i boxer. Quindi mi siedo sul lettino con il mio pisello flaccido ma che comunque sento un pò teso ed in tiro e provo a pensare a tutto tranne a quella situazione per evitare che mi diventi duro.
Così mentre vedo lei ed il mio Dottore mettersi dei guanti bianchi e contemporaneamente avvicinarsi a me per controllare lo stato del mio pisello, non appena avverto le sue mani toccare i miei testicoli per una prima analisi, la mia mente mi riporta al passato, ad un episodio che fino quel momento avevo completamente rimosso visto i quasi trent’anni che erano passati da quell’evento.
Come tutti gli anni, prima dell’inzio della scuola, mio padre mi portava dal nostro medico curante per una visita di controllo generale. Mi ricordo che a quel tempo, avró avuto circa otto o nove anni, non ricordo bene, iniziai a guardare il nostro medico con altri occhi ed altre sensazioni. Ah, già….. quello che ho omesso di dirvi, fondamentale per quanto ho scritto poco sopra e per quello che scriverò più avanti, è che il nostro medico curante all’epoca era…. una donna, una Dottoressa! Mi ricordo limpidamente che negli ultimi tempi la guardavo come fosse la donna più bella del mondo, non che fosse mai stata brutta, anzi, tutto sommato per la sua età era anche una bella signora, solo che per un bambino che esplorava il mondo femminile azzardando di tanto in tanto qualche bacetto con le coetanee ed il massimo che aveva visto del corpo dell’altro sesso era qualche donna senza reggiseno in spiaggia (a quei tempi, tra l’altro, molto raramente) la visione che mi si stava per presentare, fu decisamente troppo. Quella mattina arriviamo allo studio molto presto, prima di noi solo un paio di bambini con i rispettivi genitori. Così il nostro turno arriva presto. Entriamo, mi dice di spogliarmi e rimanere solo con gli slip. Intanto mio padre si allontana, dice alla Dottoressa che và a prendere il caffè al distributore del corridoio mentre lei esegue tutti i controlli di routine. Inizia quindi la visita e mi fà sdraiare sul lettino. Mentre prende lo stetoscopio, la osservo dalla mia posizione supina. Una nuova sensazione, sconosciuta prima, si insinua nei miei slip, qualcosa di simili ad un brivido, ad un salto “nel vuoto” quando sei nella fase prima di addormentarti. Quindi si avvicina la Dottoressa ed inizia a visitarmi, a sentire il respiro, guardare la gola e tutte le altre cose che si fanno durante un controllo di routine. Poi torna alla scrivania, si siede, prende appunti, scrive qualcosa sul suo grosso quaderno e torna nuovamente verso di me. “Strano” penso, di norma negli anni passati finiva tutto con un paio di respiri misurati dallo stetoscopio. Invece la visita sembra proseguire. Di nuovo vicino a me, si china leggermente in avanti e mi mette una mano dentro gli slip, smuove un pochetto il mio pisellino e lo lascia fuori dalle mutandine mentre per qualche secondo lo osserva passando poi a massaggiare le mie giovani palline. “Qui sembra tutto OK” mi dice tornando alla posizione eretta. Ma nella frazione di quei pochi secondi che si piegò per tastare il mio giovane pisello, il suo camice si apre quel tanto da lasciarmi intravedere i suoi grossi seni. È una questione di attimi ed immediatamente mi viene duro. Lei se ne accorge subito, allora mi dice di scendere dal lettino e di rimanere in piedi. Quindi mi tira giù gli slip del tutto e mi fà fare un passo avanti. Si avvicina quindi alla sua scrivania, scrive nuovamente qualcosa sul suo quaderno e poi torna verso di me inginocchiandosi. Mi ricordo che ero eccitantissimo, sentivo il mio pisellino tirato e duro come non mai. Così la Dottoressa prende con due dita il mio giovane uccellino, ed aprendo delicatamente la fessura della cappella, fà scivolare dietro la pelle che la ricopriva. Ebbi una fortissima emozione in quell’istante, in una frazione di secondo (giusto il tempo che lei mi tiri indietro la pelle della mia piccola cappellina) schizzo improvvisamente del liquido bianco quattro o cinque volte! La prima spruzzata, quella più forte, finì dritta in faccia alla Dottoressa che mi guardò fisso dicendo:
– “Hey….. di giá?”
Dopo la prima, le restanti schizzate cercó di bloccarle con l’altra mano, anche se ricordo che un paio comunque le sporcarono il camice. Successivamente continuò con le due dita quel movimento avanti ed indietro lungo il mio pisellino, come se stesse cercando di svuotare tutto quello che avevo dentro, cosa che avvenne perchè vedevo come della crema uscire senza controllo dal mio pistolino unita a quella piacevole sensazione che continuavo ad avvertire! Infine fece un ulteriore controllo alle mie palline, che ora sentivo piú sciolte del solito, ed inizió nuovamente a massaggiarle e toccarle. Quindi si rimette in piedi, ma non prima di aver toccato la mia crema bianca che avevo sparso su tutto il pavimento per constatarne la consistenza, poi si avvicina alla scrivania, prende dei fazzoletti usa e getta per pulirsi il viso come tutto il resto, ed infine torna da me. Si china leggermente, ed usa una manciata di quei fazzolettini per pulire anche il mio giovane pisello ormai tornato moscio e piccolo, ma che comunque continuava a gocciolare quel liquido bianco. Quindi mentre ripulisce anche in terra, mi guarda dicendo:
– “É stata la tua prima volta, non è vero? Adesso sei diventato un uomo! Ma ricordati queste parole: dovrai controllarti in futuro”.
Così mentre mi rivesto, penso a quelle parole: che cosa avrei dovuto controllare in futuro? Quella bellissima sensazione appena provata e mai vissuta prima? Intendeva questo per prima volta? Poi vedo entrare mio padre dalla porta principale dello studio che lancia uno sguardo alla Dottoressa come per chiedere se fosse andato tutto OK. Entrambi si siedono ed iniziano a parlare di me. Non ricordo esattamente le parole, ma piú o meno si misero a parlare di “prima volta che eiacula”, “lo ha mai visto masturbarsi”, “ha trovato biancheria intima sporca” e roba simile. Parole che fino ad oggi avevo rimosso, perchè a quel tempo per me non avevano alcun significato, ma ora, con il mio futuro (forse) medico curante donna che stava “visitando” il mio pisello ormai cresciuto (prendetelo alla lettera) sotto ogni punto di vista, tutto mi è ritornato alla mente.
A riportarmi al presente, fu un tocco troppo pesante della Dottoressa Cardelli su uno dei miei testicoli che mi provocarono un piccolo grido di dolore.
– “Mi scusi” Mi disse in risposta al mio sfogo vocale.
Quindi vedo il mio medico curante entrare in gioco, per controllare se tutto fosse a posto ed invita la Dottoressa a proseguire. Così dopo aver tastato per bene le mie palle, la ragazza passò direttamente al mio pisello e con delicatezza scoperchio la capella tirando la pelle indietro.
– “La punta del suo….. del suo glande è molto rossa! È sicuro di aver avuto un solo rapporto sessuale non protetto?” Mi dice visibilmente colorita in viso.
Accidenti. Sarà pure giovane, ma è decisamemte brava. “Certo che ne sono sicuro, solo che ho omesso di dirle Dottoressa, un piccolo gioco erotico scoperto e replicato a casa poco dopo aver fatto sesso con Rita” dico a me stesso. Infatti, dopo circa una settimana aver scopato mia cugina, ero in casa da solo e ripensavo a quella notte di sesso meravigliosa con lei. Mi ero scopato Rita da poco, dopo anni di attese e già avevo le palle gonfie ripensando al suo fisico prorompente. Ma non era solo quello, mi piaceva forzare e portare il mio corpo (pisello) al limite. Così in assenza di un corpo femminile da scopare, sono andato sul classico: una sana sega!
Da non molto poi avevo trovato una variante per masturbarmi, oltre alla classica pippa con le mani avanti ed indietro. Così decisi di usare questo nuovo gioco per svuotare le mie palle. In pratica, dopo essermi segato per un bel pò e dopo aver gonfiato per bene le mie palle di sperma, cercavo un altro tipo di stimolazione che prolungasse il piacere. Così pensai a quel gioco del centro benesse (racconto “Un Centro Benessere Con Massaggi Particolari”) dove quella orientale mi inseriva dentro il buco del mio pisello una catenina e lo masturbava dal suo interno facendolo scivolare su e giù lungo tutta l’asta! Mi ero giá masturbato dopo quel giorno e quelli a venire, diverse volte usando quel sistema, avevo persino fatto un video poi caricato On Line. Ma come ho già detto, volevo (voglio) sempre spingermi oltre. Così anche se il mio record era una catenina di 28 centimetri completamente inserita dentro la mia asta che scivolava avanti e indietro per tutta la lunghezza del mio cazzo, avevo deciso di migliorare quella prestazione/masturbazione. Così decido di superarmi e compro una catenina lunga ben 40 centimetri… si, avete letto bene: 40 centimetri!
Quindi a distanza solo di qualche pomeriggio dopo aver fatto sesso con mia mia cugina, decisi di battere il mio record personale nonostante quella scopata che mi aveva svuotato le palle per bene… solo per me! Cosí tra il rivivere mentalmente quella serata, una birra vicino ad accompagnare quel pomeriggio solitario e qualche visione di foto On Line di ragazze nude con il mio cazzo in mano, metto in piedi la mia personale masturbazione. Dopo qualche ora di seghe e strofinamenti vari, sento le mie palle belle gonfie e pronte ad esplodere. Così con il mio cazzo dritto che piu non si può, afferro il mio nuovo acquisto da 40 centimetri e cerco di infilarmelo dentro il buco della mia cappella. Ma prima cerco di oleare il corridoio della mia asta, di renderlo unto e facilitare l’introduzione della catenina. Quindi prendo con vigore il mio pisello ed inizo lentamente un movimento avanti e indietro, pochi secondi, il giusto equilibrio per preparare la pre sborrata ma senza eiaculare. Dopo un pò smetto, lentamente ricopro la cappella con la pelle precedentemente tirata in basso per l’erezione e un piccolo fiotto di sborra fuoriesce dal buco della stessa. Adesso che è dritto ed il canale è pieno di sperma, sono pronto per infilarmi la catenina. Ma aggiungo un ingrediente in più a questa masturbazione elaborata, cospargo la catenina per tutta la sua lunghezza di sapone liquido. Forse brucerà un pò, me lo sento, ma voglio farmi scoppiare le palle di piacere. Mi sdraio quindi sul mio letto, il mio pisello è dritto e gonfio in un modo esagerato, scopro la cappella ed inizio lentamente ad introdurre la catenina nella sua cavità: pallino dopo pallino, centimetro dopo centimetro! Un pezzo è dentro, ed io continuo ad infilare il resto. Non c’è abbastanza spazio per entrambi nel condotto della mia asta: o la catenina, o il liquido seminale. Così mentre affondo sempre più 40 centimetri di acciaio nel mio pisello, gocce di sperma furiescono da ogni lato della mia cappella. Anche questa fase è piacevole, eccitante, quasi indescrivibile. Quando la metà è già all’interno di me, inizio anche ad avvertire un intenso bruciore. Questo è il sapone, penso. Ma continuo, inesorabile. Poi però mi fermo qualche secondo, sento qualcosa che offre resistenza ed avverto anche un piccolo dolore. Allora inizio ad accarezzarmi la cappella, proprio sotto di essa, vicino all’attaccatura della pelle dellamia asta, uno dei maggiori punti che mi provocano più piacere. Ma devo essere cauto, non voglio sborrare fino a quando non ce l’ho tutta dentro. Così mi tocco lentamente con una mano, mentre con l’altra sono pronto a bloccare l’eiaculazione stringendo fortemente la cappella, in caso perda totalmente (probabile) il controllo sulla sborrata. Ci riesco. Due piccoli fiotti di sperma escono colando come lava sui lati del mio cazzo. Mi tocco l’asta sempre più gonfia e sento i pallini attraverso la pelle del mio pisello. Allora continuo la discesa. Finalmente dopo quasi un quarto d’ora, ce l’ho quasi tutta dentro. Ma mentre inserisco gli ultimi centimetri, uno spasmo mi fà saltare dal letto, ho toccato qualcosa nelle mie profondità più nascoste, avverto delle contrazioni come se stessi avendo un orgasmo, solo che non vedo nessuna fuoriuscita di sperma, anche se il piacere di aver toccato “quel qualcosa dentro” è stato fortissimo! Quindi continuo la discesa, ed ora è veramente tutta dentro lungo la mia asta, più non só quanti centimetri e centimetri dentro le mie palle ed oltre! Allora decido di iniziare a masturbarmi afferrando il mio cazzo dritto, gonfio, con una cappella rosso fuoco e con tutta l’asta del mio cazzo piena di 40 centimetri di lunghezza di acciaio per 3 millimetri di spessore. I movimenti sono lenti, voglio fare una lunga ed intensa schizzata da lanciare questa catenina fin sopra il soffitto. Continuo a segarmi, avanti e indietro, lentamente. Sento lo sperma muoversi nelle mie palle e salire lentamemte. Sono quasi arivato. Non mi fermo, ancora su e giù e poi su e giù di nuovo. Eccola, la sborrata arriva… lascio il mio cazzo libero di sfogarsi, metto le mani sui fianchi senza toccarlo più, spasmi incontrollati preannunciano la schizzata… ecco, godo… spingo in aria il mio bacino simulando una scopata, vengo ma non eiaculo… a parte qualche goccia di sperma sui lati che cola lungo l’asta… allora in un millessimo secondo spingo con tutta la forza che ho il carico di sperma nelle mie palle, un balzo in avanti con il bacino ed un fiume di sborra esce dalla mia cappella lanciando nel vuoto 40 centimetri di catenina… continuo a spingere… un’altra lunga, intensa e abbondante sborrata parte verso l’aria per poi ricadere ovunque sul letto, su di me, in terra… contino a venire come un vulcano… tre, quattro, cinque, sei volte senza fermarmi… e poi ancora ed ancora… quindi vedo il mio cazzo pulsare senza più sputare liquido seminale. Infine esausto per quella lunga ed intensa masturbazione, aspetto non poco prima che il mio pisello torni moscio. Quindi dopo qualche minuto, finalmente sento la mia asta lentamente abbassarsi e mi alzo dal letto per andare al bagno e concedermi una sana doccia. Così mentre faccio attenzione a non mettere i piedi a terra nei punti in cui erano arrivati gli schizzi, una voce maschile cattura la mia attenzione.
– “Abbiamo quasi finito Sig. Chase” Era la voce del dottore che mi riportava al presente.
– “Ora le metteremo questa sonda all’interno del suo pene, la faremo passare dal foro che ha nel glande per vedere se ha le viee urinarie ostruite” Continua il medico mentre passa alla Dottoressa Cardelli un’asticina di argento di una lunghezza non definita.
– “Non si muova, ci vorranno pochi minuti ed è un’operazione delicata” aggiunge infine.
Così vedo la Dottoressa ungere con un qualche gel la staffa di ferro e successivamemte armeggiare con il mio uccello cercando di mettermela dentro.
– “Ora….. ora sentirà un pò di freddo e forse un leggero… un leggero bruciore, ma lei non si muova. Anche… anche se veloce, è sempre un’operazione su una parte sensibile. Se sente dolore, ce lo dica” Mi spiega la Dottoressa mentre sento il freddo della staffa iniziare a farsi strada nel mio pisello.
Quasi mi viene da sorridere, se solo sapesse questo uccello quante ne ha passate. Così la lascio fare, anche se noto che ad un certo punto lancia uno sguardo di intesa, misto stupore, al mio medico curante, quando vede che l’asta di ferro entra tutta quanta facilmente lungo la mia asta senza che io emetta un suono. Quindi la fà scivolare su e giù un paio di volte per sincerarsi che il corridoio urinario sia libero, ed infine mi invita a rivestirmi dicendomi che il check up è terminato.
Meno male. Pure questa era fatta. Visita finita. Mentre mi rimettevo gli slip, notavo che estraniarmi da quel posto, un pò era servito. Il mio pisello non aveva avuto erezioni “eccessive”, nel senso che comunque per tutto il tempo della visita, a parte essersi gonfiato ovviamente un pò, non era mai diventato completamente dritto. In ogni caso non potevo lamentarmi, anche se la visita era durata poco più di cinque minuti (che a me sembravano durare un’eternità) la mano della Dottoressa Cardelli, la mano di una donna, sul mio uccello, poteva creare ben altre situazioni “allegre” invece di un semplice gonfiore e tensione del mio pisello. Una volta completamemte rivestito, i Dottori mi invitano a sedermi.
– “Allora Sig. Chase, da un primo controllo, cioè questo, sembra sia tutto a posto. Per i dettagli lascio la parola alla Dottoressa” Mi dice il Dottore aspettando la diagnosi della sua futura sostituta.
– “Dunque… ecco… Sig. Chase, sembra che fortunatamente lei stia bene. Ha….. ha solo probabilmente un’infezione dovuta a qualche… a qualche comportamento sessuale non proprio sicuro. Da questo primo esame pare che lei non abbia nessun problema al suo… al suo pene. Il condotto urinario sembra perfettamemte libero e… e abbastanza ampio rispetto alla media visto che non si è… che non si è lamentato mai….. normalmente le prime volta i pazienti avvertono un forte bruciore e fanno un pò… un pó di resistenza durante l’inserimento della sonda” Mi dice la Dottoressa guardando per un secondo il mio medico.
– “Ma forse avrà già fatto una visita del genere, comunque non è importante al momento. Per quanto riguarda il rossore… il rossore del suo glande, vale quanto ho detto prima. Sicuramente avrà avuto una qualche relazione a rischio. Faccia attenzione in futuro. Come cura le consiglio semplicemente di trattenere i suoi bisogni il più possibile per le prossime tre settimane. La vescica si è semplicemente ristretta a causa di questa infezione, ora trattenendo i suoi bisogni farà allargare la saccache contiene l’urina fino a portarla alle dimensioni srandard, ed in più la stessa urina le disinfetterà il corridoio dove la stessa esce. Per il rossore la cura è invece questa crema che le stò prescrivendo da mettere due volte al giorno per una settimana. Faccia quanto le ho detto e se fra tre settimane non avrà rislutati migliorativi, torni qui che laindirizzeremo da un andrologo specializzato le un controllo più a fondo e specifico” Conclude la Dottoressa Cardelli. Cosí esco da quello studio un pò più tranquillo e me ne torno a casa.
Oggi è il secondo giorno dell’anno, tutto è tornato nella normalità lì sotto, per fortuna era come aveva diagnosticato la Dottoressa: una semplice infezione che si è risolta in poche settimane di cure mirate, ma che poteva trasformarsi in qualcosa di ben più grave. Ma come si dice? Nella vita non si finisce mai di imparare, ed oggi un’altra lezione che avevo dimenticato, si é stampata a caratteri cubitali nella mia testa:
Mai lasciare il comando al nostro inquilino del piano di sotto!

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