La ragazza che mise il piede in fallo

Non avere un’erezione era complicato quasi per tutti su quella spiaggia, una delle poche autorizzate al naturismo e nonostante lei non fosse una grande gnocca, come si dice da queste parti, ci rendeva la vita decisamente difficile: due tette bianche e leggermente calate… no, un bel po’ calate, al vento, con due areole decisamente pronunciate, la fica completamente depilata, anch’essa bianca come il latte, il tutto sul rimanente fisico slanciato da due gambe lunghissime che vantavano un’abbronzatura degna di nota… si, la ragazza ci stava rendendo davvero la vita difficile mentre stendeva l’asciugamano completamente nuda.

Sottolineo “quasi” perché io, sdraiato nudo a prendere il sole integrale a pochi metri da lei ed il suo presunto ragazzo, avevo ancora il cazzo a riposo, moscio insomma. Ma quelli che erano intorno a lei, palesemente interessati piú al suo fisico che al mare, avevano tutti il cazzo dritto e non facevano nulla per nasconderlo, anzi… qualcuno aveva anche iniziato a masturbarsi senza troppi problemi davanti alla coppia. Anche il presunto ragazzo della tipa non sembrava infastidito dalla situazione che si era creata, anche lui si stava eccitando, ma più che dalla sua donna lo era dal contesto che si era creato, perché mentre lo vedo togliersi il costume, il suo cazzo spunta fuori come un periscopio e già in piena erezione! Ancora non aveva nemmeno toccato la sua signora e già stava a cazzo dritto? Qualcosa non quadrava. Al tipo piaceva sicuramente vedere, o meglio sapere, che quegli uomini avrebbero fatto carte false per scoparsi la sua signora, altrimenti quell’erezione improvvisa non si spiegava!

Mi guardo ancora in giro, ed altri curiosi si stavano avvicinando ai due, i quali non sembrano per niente infastiditi dai guardoni già presenti che si stavano masturbando vicino a loro, ed invece di allontanarli, stavano al gioco facendo finta di non notare i segaioli spalmandosi a vicenda la crema solare e provocando ancora i presenti.

A quel punto decido di andarmene, gli uomini intorno a me erano un po’ troppi e la mia paura numero uno, saró cristallino, era che qualche schizzo di sperma mi arrivasse addosso. Cosí mi alzo, prendo le mie cose e con con il cazzo ancora moscio, mi incammino lungo la spiaggia in cerca di un posto piú tranquillo. Mentre mi allontano volgo un ultimo sguardo ai due, ed osservando bene lei dico a me stesso che una sana botta (scopata) gliela avrei data senza problemi, se nelle donne vi era… é, una qualità che mi fa impazzire, é la naturalezza del corpo che molte (giustamente) accettano senza i classici ritocchini. La tipa aveva il seno calato, molto calato, due meloni che tendevano ad arrivare quasi all’altezza dell’ombelico, con due areole enormi e scure rispetto al resto del fisico, due tette che altre ragazze avrebbero fatto appunto “ritoccare” per uniformarsi a degli pseudo canoni che la società vorrebbe imporgli, due tette che… a molti uomini come me, piacciono da morire!

Mentre penso queste cose alontanandomi dalla coppia, indugio qualche secondo di più lo sguardo su di lei, uno sguardo che forse avverte, considerando che nonostante tutti quegli uomini in calore che si stavano segando intorno a lei, mi ricambia come per dire “tutti si stanno masturbando per me e tu te ne vai?”.
Cosí provo a cercare una nuova oasi su quella spiaggia, trovandola diversi minuti più avanti e dopo essermi ricavato un angolo tutto mio, decido di farmi il bagno… finalmente un po’ di relax completamente nudo in mare!
Quindi dopo una sana nuotata, decido di prendere il sole sdraiandomi in riva al mare lasciandomi massaggiare tra le gambe dalle onde, massaggio che si rivela subito piacevole e rilassante su tutto il corpo e… ovviamente e soprattutto tra le gambe, ve la dico tutta, con un principio di erezione.

Ma se non siete stati almeno una volta in spiaggia naturista, forse non comprenderete fino in fondo il piacere che puó dare un corpo in libertà, anche se in questo caso avevo forzato un po’ la mano, lasciando che quelle onde sbattessero sulle mie palle provocandomi sensazioni così piacevoli che anche se non mi avevano provocato un’erezione completa, un po’ mi avevano gonfiato il cazzo e le palle. Ovviamente non mi toccavo, lasciavo che la natura lo facesse per me, mi sentivo bene, cosí bene che quasi mi ero dimenticato il mondo intorno a me, quel mondo che peró era lí ad osservarmi. Non avevo fatto in tempo infatti a rilassarmi un po’ a modo mio, che già un paio di uomini mi ronzavano intorno e senza nemmeno nascondere il loro secondo fine, visto che continuavano a toccarsi il cazzo… insomma, vedendomi nudo con l’uccello palesemente vivace, pensavano fossi disponibile sessualmente. Ma sfortunamtamente non lo ero, non per loro almeno, come diceva qualcuno, i gusti non si discutono, ed a me piace la fica. Certo… non posso dire che non fossi stato felice di rendere “contenti” quegli uomini che osservavano il mio cazzo, alla fine infatti mi stavano facendo implicitamente un complimento con le loro erezioni, segno che gli piacevo… piaceva la mia mazza, ma continuare con quello spettacolo avrebbe significato prenderli in giro, senza contare che avendo ormai notato la loro presenza maschile, per me l’eccitazione iniziava a scomparire.

Così senza nemmeno guardarli negli occhi, mi alzo, mi avvicino al mio asciugamano, lascio i presenti e cerco di nuovo un posto tranquillo dove godermi il sole nudo.
Non devo camminare troppo, negli ultimi giorni di Settembre e soprattutto di Giovedi, lo spazio non mancava in quella spiaggia naturista. Quindi getto le mie cose sulla spiaggia poco piú avanti, con una rapida occhiata mi guardo intorno e finalmente mi rendo conto di essere solo. “Speriamo bene stavolta” penso mentre prendo la crema per la protezione solare ed inizo a spalmarla su tutto il corpo, anche se ero dannatamentre abbronzato, la pelle era meglio proteggiarla… la pelle e le palle con cazzo annesso. Già… non fate l’errore di non proteggere la vostra patata o il vostro cazzo sotto il sole, perché ve ne pentireste amaramente.
Così dopo aver spalmato la crema ovunque, indugiando un po’ di piú sul mio cazzo e le mie palle, lascio che le mie mani scivolino avanti ed indietro lungo l’asta del mio uccello per poi massaggiare i miei testicoli. Un lieve vento fresco accarezza il mio cazzo, che ormai unto di crema appare lucido come il marmo, non posso non notare la mia cappella scoperta gonfia e rossa piú che mai, anzi… a vederla meglio sembra viola. Mi rendo conto che la dimensione della mia cappella é sproporzionata rispetto al resto dell’asta, sembra un enorme fungo su un palo di legno cilindrico, non che lo sapessi ovvio, ma sotto il sole e con tutta quella crema che mi ero spalmato, mi sembrva ancora più grossa.

Quindi sistemo meglio l’asciugamano da mare e mi sdraio a prendere il sole. Finalmente un po’ di libertà. Mi guardo intorno e confermo il mio pensiero, nelle vicinanze non c’é nessuno. Cosí provo a rilassarmi, a modo mio, accarenzandomi il cazzo lentamente e mantenendolo gonfio anche se non proprio in erezione. Lo metto a “testa’ in giú, lungo lo stomaco, lasciando che la parte sotto la cappela sia verso il sole… allungo lo sguardo e vedere il buco della cappella dilatarsi mi piace, vedere la cappella cosí gonfia mi piace e sentire il sole picchiare su tutto il mio membro, é impagabile. Lascio che quel momento mi rilassi chiudendo gli occhi, ma senza smettere di accarezzarmi il cazzo, la voglia di sborrare é tanta, ma non é la prima volta che faccio questo “giochino” per mantenere il cazzo gonfio pronto a schizzare ed allo stesso tempo che rimanga in tiro per un’abbronzatura piú uniforme. Sembra che il tempo non passi mai su quella spiaggia, con gli occhi chiusi non penso a nulla, mi rilasso sentendo tra le dita il mio cazzo pulsare, fino a quando, ormai preso dall’estasi, qualcosa sposta le mie mani dal mio uccello gonfio per prenderne il loro posto.

Apro gli occhi immediatamente e di fronte a me si palesa la tipa dalle tette calate nuda con uno zaino sulle spalle ed il suo costume tra le mani. Quello che aveva preso il posto delle mie mani era invece il suo piede che lei aveva iniziato a muovere sul mio cazzo e mentre muove la pianta dello stesso su e giù lungo l’asta, non dice nulla, nemeno si presenta, inizia a masturbarmi come se nulla fosse. Poi mi guardo prima intorno, notando che siamo soli, senza rendermene conto era passato un bel po’ di tempo ed il sole iniziava a tramontare e poi alzo lo sguardo verso di lei, tra le sue gambe. La sua fica e meravigliosamente liscia e bianca, da sotto sembrava ancora più brillante, merito della crema solare e quello spettacolo, unito a quel massaggio del suo piede sul mio cazzo gonfio, iniziava a dare i suoi risultati. Sento l’uccello indurirsi sempre più e le palle gonfiarsi di sperma, poi guardo bene il mio cazzo e noto che la cappella é rossa, tendente al viola, un po’ forse per il sole un po’ per quella sega lenta del suo piede. Riconosco che ci sà fare, masturbare un uomo con le mani é relativamente semplice, prendi un cazzo in mano, muovi il palmo avanti ed indietro lungo l’asta e fino a quando il tipo non spruzza, non devi fare altro, ma con i piedi una certa esperienza la devi avere, non puoi prendere l’uccello in mano una volta dritto e di conseguenza fare su e giù fino a farlo sborrare… no, con i piedi devi organizzarti differentemente. E la ragazza dalle tette calate, si vedeva che non era la prima volta. Cosí mentre continua a muovere il suo piede lungo l’asta, il mio cazzo raggiunge la piena erezione, lo sento e vedo drizzarsi come un periscopio di un sottomarino, mentre avverto lo sperma salire lungo l’asta e notando qualche gocciolina di sborra uscire dal buco della cappella. Non trattengo un piccolo gemito che lei non puó non sentire, cosí a guardo in faccia e noto anche un piccolo sorriso compiaciuto. Allora lei si ferma per qualche secondo, quasi intedesse darmi un po’ di respiro, per poi ripartire poco dopo.

Continua a masturbarmi, ma questa volta se la prende con le mie palle ormai prossime ad esplodere e con il tallone del piede ben saldato a terra, inizia a spingere, schiacciare le palle verso il basso con la piante dello stesso. Stavolta mi esce un “ah…” unito ad una smorfia quasi di dolore che lei ignora continuando a spingere i mie testicoli verso giù, lo fà con una certa voga, tanto che il cazzo oscilla in tutte le direzioni lanciando qui e lí piccole gocce di sperma. Poi si ferma di nuovo e sorreggendosi su un solo piede, passa l’altro intorno alla mia cappella ormai decisamente viola e gonfia, mentre con il pollice stuzzica il buco del mio cazzo ormai pronto a schizzare. Quindi si ferma e di nuovo con i piedi entrambi a terra, avanza di qualche centimetro verso di me. Ora la sua fica é proprio sopra il mio cazzo dritto e gonfio, quindi lei si piega sulle sue ginocchia ed avvicina la sua fica al mio uccello.

“Ci siamo” penso mentre vedo le sue grandi labbra avvicinarsi alla mia cappella, “adesso ti sborro dentro ragazzina” continuo a dire a me stesso incurante di non avere il preservativo. Ma ero troppo carico ed eccitato per tirarmi indietro. Così mentre vedo la sua fica pronta ad infilarsi dentro la mia grossa cappella, non appena le grandi labbra sembrano accogliere il mio cazzo, che per un secondo tocca la sua fica, lei si tira indietro, si rialza, mentre con dito fa un gesto come per dire “no, no… qui non si entra”.
Ma ormai sono al culmine, le sue labbra che sfiorano la mia cappella sono la gocia che fa traboccare il vaso, anzi la “goccia che mi fa sborrare” come una fontana. Un primo lungo schizzo esce dal buco della mia cappella, una lunga striscia di sperma che si inalza verso la sua fica ma che finisce lungo la sua coscia.
«cazzo… per poco non mi spruzzi sulla fica…» mi dice parlando per la prima volta e guardandosi tra le gambe preoccupata per lo sperma che poteva finirle dentro la fica.
Quindi mentre il mio cazzo continua a schizzare ovunque, ancora ed anche sopra le sue gambe, lei fa un passo indietro e colpisce ripetutamente le mie palle verso l’altro, piccoli colpetti che sono un misto di dolore e piacere. Le sue tette sbattono ripetutamente sul suo petto mentre prende a calci i miei testicoli, “cazzo che spettacolo” mi dico mentre continuo a svuotarmi.

Ogni colpetto mi fa inarcare la schiena, ogni colpetto una spruzzata, che diventano tre, quattro, cinque, sei… fiotti di sborra che bagnano la spiagga, le sue gambe ed il mio stomaco che sembra un piccolo lago di sperma.
«Avanti bello… ma quanto ti ci vuole a svuotarti…» aggiunge colpendo con ancora piú vigore le mie palle.

Simpatica Miss Tette Calate, mi aveva caricato a bomba il cazzo, ed ora che mi stavo svuotando le palle, pensava finisse tutto in un paio di sborrate! “Non mi conosci proprio ragazzina” dico a me stesso mentre vedo il mio cazzo pulsare ma senza ormai tirare fuori una goccia di sperma.

Quindi cerco di alzarmi, lei indietreggia, cammina verso il mare e poi prende la direzione verso est, noto che la mia sborra le cola lungo le coscie fino hai suoi piedi e mentre il mio cazzo fatica a perdere l’erezione, provo ad andargli incontro mentre qualche goccia di sperma cade dal buco della mia cappella.
«Ehy… senti… mi chiamo Chase, ti andrebbe di…» cerco di dirgli.
Ma con un gesto della mano mi saluta mentre si allontana.
«Sarà per un’altra volta, ciaooo…» aggiunge poi.
«Aspetta, aspetta… almeno dimmi il tuo nome…» gli urlo facendo giusto qualche passo verso di lei e con il cazzo ridotto come uno straccio che iniziava a perdere l’erezione.
«Sonia…» strilla lei salutandomi un’ultima volta prima di darmi le spalle e continuando ad allontanarsi.

Rimango per qualche secondo ad osservarla ancora un po’, quel suo culetto bianco e quella fica liscia mi sarebbe piaciuto averli, cosí butto uno sguardo al mio cazzo unto di sperma e mi dirigo verso il mare per lavarlo, “sarà per un’altra volta amico mio” dico al mio uccello come se potesse rispondermi mentre lo immergo nel mare. Poi butto un’ultimo sguardo alla tipa ormai lontanissima, contento di quella sega inaspettata, ma triste per non avere un suo contatto, un numero di cellulare.

Ma almeno so il suo nome, Sonia e con un po’ di fortuna, su quella spiaggia magari la incontreró di nuovo!

chase90

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