Libera e Nuda

Erica SimonePrendi una giovane fotografa. Anche bella. Prendi la città di New York. Prendi un progetto sulla nudità come estrema forma di resistenza al Fashion System, ed ecco Nue York: Self Portraits of a Bare Urban Citizen, il libro di Erica Simone!
“New York è la mecca del Fashion, è una città completamente prigioniera dell’immagine e delle etichette. Quando devi preoccuparti degli ultimi trend della Moda, quando vici di corsa, costretta ad ignorare tutti gli homeless (senza tetto) cui passi accanto, ti chiedi come percepiresti il mondo se indossassi altri panni o se di vestiti non ne avessi proprio. Cosa accadrebbe se dovessimo esprimere la nostra personalità solo attraverso i nostri corpi, senza poter ostentare il nostro status? Come ci si sentirebbe a starsene così, nudi tra i vestiti? Queste ed altre domande hanno dato forma al mio progetto. Non ho alcuna intenzione di provocare, sono solo un’artista che offre la propria lettura del mondo”.
Se non ci fosse una gran confusione di persone vestite, indaffarate a popolare i suoi paesaggi, sembrerebbe che la ragazza sia in vacanza in qualche villaggio naturista. Le foto di Erica ritraggono invece paesaggi urbani e situazioni di vita ordinaria: dal taxi alla metro, dalla biblioteca allo shop, in estate nei parchi, in inverno a spalare la neve in cortile. Sempre e comunque inesorabilmente nuda, scarpe o infradito da mare escluse! La foto che ho messo come copertina di questo articolo, Erica all’interno di una libreria, è solo una delle tante che si trovano in Rete, qualunque gesto noi facciamo nella vita quotidiana, lei lo fa nuda. Non sono andato a fondo nella conoscenza di questo personaggio, fino a ieri, cioè prima di leggere l’articolo su un settimanale mentre facevo la fila da Dottore, non sapevo nemmeno chi fosse, ma di certo qualche domanda leggendo la recensione me la sono sono posta: come mai gli è permesso di girare senza vestiti per la città? Premesso che ammirare un bel corpo di donna nudo per me è come osservare uno spettacolo della natura (forse anche più) e che dipendesse da me farei girare tutte le ragazze senza vestiti, mi chiedo come sia possibile che dall’altra parte dell’emisfero gli sia conceszso. Cosa ci nasconde Erica? Se provi a spogliarti in Italia, a vagare per negozi con la topa al vento, dopo dieci minuti vieni arrestato e denunciato per atti osceni. Ma torniamo a quello che lei sostiene sia il suo “stile di vita”.
Erica vuole lanciare un messaggio, forse più di uno, ma la base, il senso, è quello: nella nostra società, tu sei quello che indossi, soprattutto se vivi a New York e hai uno status socio-professionale da difendere. Se sei una fotografa tra le tante, non puoi proprio permetterti di aprire l’armadio e indossare la prima cosa che ti capita a tiro. A limite, meglio uscire nude! Non è per esibizionismo, ma solo il tentativo di tornare alle origini e sperimentare. Parafrasando il titolo di un celebre film, si potrebbe dire che il diavolo “sveste” Erica Simone. E’ questo il senso dell’operazione tentata da questa giovane fotografa. Dunque, addio abiti, addio griffe. Cosa accadrebbe se rinunciassimo ai vestiti come chiave per interagire con gli altri? Ed ancora: potremmo immaginare una società organizzata senza la moda? Saremmo capaci di vivere felici nella nostra pelle? La nudità deve necessariamente essere messa sullo stesso piano del sesso?
Per la maggioranza della popolazione mondiale, Si! Secondo Erica, No! Io credo che la veritá stia nel mezzo. Qualcuno ha accusato Erica di predicare bene e razzolare meglio: perchè niente tira più di quello che non si potrebbe fare! Ognuno ha la sua opinione, ma il messaggio di base, quello lo condivido in pieno, mi sembra chiaro:
siamo quello che siamo, ma non siamo quello che indossiamo!

chase90