Schizzami!

My DickAvevo commesso di nuovo quell’errore: uscire con una donna solo per il suo aspetto fisico. Fisicamente Alicia era uno schianto: altezza sopra la media, capelli lunghi e mossi che davano sul biondo, gambe slanciate ed un seno non proprio esagerato ma comunque degno di attenzione. Ed attenzioni ne stava avendo dall’intera sala del ristorante, soprattutto dal sesso maschile, anche quello accompagnato dalla propria signora. La voce acuta di Alicia, unita al suo abbigliamento decisamente appariscente, era passato per il sottoscritto dalla scena “guardate signori che fica mi porto sotto le coperte stasera” a “signori, chi offre un Euro per tappargli la bocca con il proprio uccello?”. Se non fosse per quella sua parlantina, onestamente sarebbe stata una donna da scopare subito, ma tutto quel suo chiacchierare, mi aveva fatto passare la voglia. Ero stanco e dopo una giornata di intenso lavoro, desideravo solo una cena decente da concludere con un’amica scopabile. Il caldo ed il pensiero dei contratti da concludere il giorno dopo, mi stavano letteralmente martellando il cervello. Sentivo le tempie pulsare, avrei voluto urlare “Alicia… bastaaaaa! Voglio solo mangiare e dopo farmi una sana scopata, che ne dici di stare zitta due minuti?”. Ma la mia fluviale interlocutrice non si accorgeva degli sforzi che facevo per mantenere l’autocontrollo. Lei continuava ad illustrarmi tutti i dannati ed infiniti problemi del mondo femminile. Ora non è che io sia così insensibile a tali tematiche, però avevo la netta sensazione che Alicia stesse esagerando. Avrei voluto andare via e lasciarla continuare a parlare da sola, ma non l’ho fatto, ho lasciato che il mio cervello perdesse ogni inibizione non appena lei iniziò a parlare dello sfruttamento del corpo femminile nel mondo della pornografia.
«Perchè a voi uomini piace così tanto la pornografia Chase? Cosa ci trovate di eccitante in una foto di una donna nuda a gambe aperte?» mi domanda al termine di un lungo discorso sulla mercificazione della donna.
«Potrei risponderti in diversi modi o farti decine di esempi con delle analogie sul tuo pensiero» gli rispondo.
«E questo che vuol dire?» continua lei sorseggiando un bicchiere di vino.
«Non hai mai guardato un paio di scarpe e disiderarle con tutta te stessa? Con la voglia di possederle? Con le foto il concetto grosso modo è lo stesso» gli dico bevendo a mia volta un bicchiere di vino «e poi la pornografia è finita da un bel pezzo tesoro» concludo io.
«Cosa… cosa intendi dire Chase?» mi chiede Alicia quasi sorpresa.
«La pornografia ormai è morta grazie alla Rete… ed io, visto che me lo hai implicitamente chiesto, io quando ho voglia di farmi una bella sega vado sui siti amatoriali, dove ci sono tante donne e ragazze che amano farsi vedere nude o mentre scopano con altri uomini» le dico fissandola negli occhi «è molto più bello masturbarsi con queste donne adulte e consapevoli, che si eccitano a ricevere commenti pesanti sulle loro foto, vederle bagnarsi tra le gambe mentre vieni per loro… a me piace segarmi per loro e sono diventato anche piuttosto bravo a fare loro dei bei tributi con le mie abbondanti sborrate».
Normalmente non sono così esplicito con le donne, ma Alicia la conoscevo da appena due giorni e questo sfogo, con una quasi sconosciuta con la quale non avevo grossi progetti per il futuro (anche a letto) mi aveva dato una piacevolissima sensazione di leggerezza e libertà. Questa chiacchierata con lei, apparteneva a quelle serate senza futuro, una di quelle serate di cui non te ne importa niente, dove se non si scopa pazienza, se si scopa tanto meglio! Una cena come poche, dove ad una donna potevo dire ciò che realmente mi passava per la testa senza minimamente censurarmi o aver paura di fare figure pessime. E poi Alicia era già “particolare” di suo, con un po’ di fortuna non si sarebbe nemmeno scandalizzata, d’altronde una che va al supermercato (dove l’avevo conosciuta) vestita come se stesse facendo una sfilata, con gonne microscopiche e con magliette “aperte” che lasciavano vedere abbondantemente le tette, poteva essere anche una donna predisposta a nuove conoscenze (o almeno questo era il messaggio che lanciava, visto che, non siamo ipocriti, ogni ambiente ha l’abbigliamento adeguato, senza contare poi, che non ti vesti così se non vuoi essere un minimo guardata, ammirata.. ma questo argomento magari lo affronterò un’altra volta, torniamo a quella sera).
Finalmente Alicia rimane senza parlare per quasi un minuto, forse il minuto più bello della serata. Era uno spettacolo godersi la sua faccia basita. Alla fine però provò a riprendersi e forse la sua sorpresa era dovuta più alla mia schiettezza che per l’argomento in sè.
«Cioè… tu… Chase… ti masturbi davanti ad una telecamera, in Rete, per una donna?» mi domanda quasi incredula ed aspettando pazientemente una risposta.
«Si… ti sembra così strano? Comunque mi masturbo comodamente senza essere in linea, a queste ragazze piace farsi vedere nude, inviare foto di loro nude… poi aspettano che tu venga sulle loro foto e si eccitano nel vedere il mio sperma che le bagna virtualmente sulla carta» le rispondo con tranquillità «mi prendo il mio tempo, mi tocco lentamente, quando sono pieno, riverso tutto il mio piacere sulle loro foto come tributo» concludo senza scandalizzarmi.
«Non avevo mai sentito di questa cosa… cioè, si, lo so che voi uomini siete più predisposti verso la pornografia e la masturbazione, ma… ma questa cosa dei tributi non l’avevo mai sentita!».
«Andiamo Alicia… almeno cerca di essere sincera, io lo sono stato con te» le rispondo «l’autoerotismo è uguale per gli uomini quanto per le donne, solo che voi sembra abbiate paura nel parlarne e poi… diciamocela tutta Alicia, anche ne tuo profondo provi piacere nell’essere guardata, l’altro ieri al supermercato avevi un abbigliamento adatto ad una qualche serata in un qualche locale notturno d’elite» aggiungo ormai senza preoccuparmi a quali conseguenze quel discorso così diretto e forte potesse portarmi.
«Non credo… io non credo che sia proprio la stessa cosa, Chase» cerca di giustificarsi lei arrossendo leggermente per la prima volta per quel mio pensiero così cristallino.
«Guarda che non ti sto giudicando, non è da me, solo mi piace la sincerità e detesto l’ipocrisia» le rispondo provando ad ammorbidire la chiacchierata «io invece credo che sia la stessa cosa, tu Alicia provi piacere nell’essere guardata, come tutti aggiungo, vestendoti appariscente, invece queste ragazze, donne, provano piacere nel vedere un uomo che si masturba per loro, tutto qui» concludo versando alla mia signora un po’ di vino ed accennando un mezzo sorriso.
«Si, forse hai ragione…» risponde Alicia sorridendo a sua volta «quindi questi “tributi” li fai spesso?» continua lei.
«No, non spesso in realtà, di norma mi piace la parità in questo gioco, le mie schizzate sono rivolte solo a chi mi invia foto con dedica personale e quando faccio questa richiesta, molte si tirano indietro per non so quale motivo».
«Insomma anche tu vuoi una prova che loro si eccitano pensando proprio a te Chase e non ad un’altra persona?» mi chiede Alicia ormai a ruota libera.
«Si qualcosa di simile… questo gioco erotico deve essere allo stesso livello per entrambi, la foto deve essere personale, tutta per me… vedere il mio nome sul loro seno o vicino alla loro fica è molto eccitante» le rispondo avvertendo un certo gonfiore tra le gambe.
«Quindi mi dicevi che sei un esperto ormai…» mi dice sorridendo «e tu che piacere ne ricavi?» aggiunge poi.
«Esperto è dire poco, il sesso mi piace e non ho problemi ad ammetterlo, ovvio che preferisco una sana e piacevole scopata con una donna vera, ma non disdegno i momenti solitari» gli dico mentre sfilo il cellulare dalla giacca «ti scandalizzi se ti faccio vedere una cosa?» gli chiedo mentre accedo alla Rete dal mio smartphone.
«Non mi dire che hai dei video in memoria lì sopra?» mi domanda indicando il cellulare.
Ormai avevo il piede sull’accelleratore, accedo al mio sito personale in Rete ed inizio a far vedere ad Alicia qualche video che avevo caricato in passato. Lo devo ammettere, mi stavo eccitando con i miei stessi tributi, sbattergli in faccia le foto del mio cazzo in erezione o brevi filmati delle mie sborrate, delle mie spruzzate su foto di donne così, all’improvviso, mi stava eccitando. Ma quello che mi stava provocando una sana erezione, fu quando lei mi strappò dalle mani il mio cellulare per leggere i commenti delle mie “fan” alle quali avevo dedicato le mi schizzate. Le guardava con attenzione, ogni tanto mi lanciava uno sguardo, ma senza dire una parola. Così mentre lei passava da un video all’altro, continuai a spiegarle il fenomeno dei tributi alla depositaria della mia confessione:
«Non immagini nemmeno quante donne mi mandano le loro foto nude per masturbarmici sopra, sono così tante le richieste che non riesco a soddisfarle tutte, se dessi retta ad ognuna di loro, non scoperei più e mi ammazzerei di seghe».
«Vedo, Vedo… e complimenti per il tuo cazz…» Alicia non concluse la frase, il suo cellulare iniziò a squillare e lei rispose immediatamente.
«Scusami un attimo Chase…» mi disse alzandosi dalla sedia ed allontanandosi dal tavolo. Tornò quindi a sedersi dopo un buon quarto d’ora.
«Scusami ancora Chase, ma… era una delle miei amiche più care, il suo ragazzo la sta lasciando e…» mi dice mentre ripone il suo cellulare nella borsetta «non voglio annoiarti, poi ti spiego… ora devo andare, ci sentiamo domani per rimediare a questa serata?» termina il discorso lei con una voce sinceramente dispiaciuta.
«Peccato, la serata era appena inziata…» gli rispondo anch’io risentito, in fondo l’idea di portarmela sotto le coperte non era del tutto accantonata.
«Hai ragione ed avrei voluto anche io che non finisse qui, però…» la frase rimase incompleta nell’aria, poi fece quello che, in tutta onestà, mi spiazzò decisamente.
Alicia si guarda intorno per sincerarsi che nessuno la stesse osservando, poi la vedo leggermente piegarsi in avanti e fare un movimento ondeggiante verso destra e successivamente verso sinistra. Allungo lo sguardo su un lato del tavolo e vedo che la sua gonna è tirata quasi totalmente su. Avevo ragione, la sua bellezza fisica era direttamente proporzionale alla sua parlantina. Le sue gambe lunghissime ed abbronzate erano stupende. Mentre la osservo ed avverto nei pantaloni il mio cazzo gonfiarsi, Alicia inizia a sfilarsi le mutandine. Ora sono io che mi guardo intorno, il tavolo riservato era un po’ appartato ma comunque in un locale pubblico, l’eccitazione si mescola alla paura che qualcuno veda lo spettacolo di Alicia. Per fortuna il tutto avviene in pochi secondi, lei si mette le mani sui fianchi, alza il sedere leggermente e fa poi scivolare le mutandine verso terra aiutandosi muovendo le gambe. Io non riesco a dire una parola e soprattutto non capisco le sue intenzioni. Quindi Alicia si china sotto il tavolo, afferra le sue mutandine e me le mette sul tavolo accanto al mio tovagliolo.
«Queste sono per te…» mi dice mentre prende il mio cellulare da tavolo. Poi dà nuovamente una rapida occhiata intorno a lei e vedendo che nessuno stava nei paragi, ed ancora con la gonna alzata, divarica le gambe posizionando davanti ad esse il mio smartphone. Per un decimo di secondo un lampo illumina il suo posto più intimo, Alicia si era appena scattata una foto alla sua fica. Il mio cazzo gonfio cerca invano una via d’uscita dai pantaloni, vorrebbe, vorrei penetrarla lì, fregandomene dei presenti nel resto del locale, che da un momento all’altro potrebbero palesarsi davanti a noi. Ma non posso, così mentre Alicia si ricompone, io prendo le sue mutandine e le annuso come un cane in calore. Profumano di fresco, profumano di sesso, la mia amica era davvero pronta ad una notte di sesso e si era sicuramente passata tra le gambe una qualche crema o lozione per l’intimo.
«Quelle le puoi tenere e questa foto è per farti compagnia stasera» mi dice mentre si alza dalla sedia «ci sentiamo domani» conclude prendendo. Poi si avvicina a me e prima di andarsene definitavamente, mi da un leggero bacio sulla bocca mentre con un mano mi sfiora leggermene il bozzo tra le gambe.
Alicia implicitamente mi aveva “detto” di masturbarmi per lei, facendosi quella foto e regalandomi le sue mutandine, voleva anche lei un tributo. Abbandono poco dopo anche io il Pub ed in meno di venti minuti sono già a casa mia. Quella chiacchierata e quel piccolo spettacolo dal vivo, mi avevano gonfiato le palle come due noci di cocco e tenuto il cazzo gonfio per tutto il tragitto. Finalmente sono a casa, mi spoglio velocemente e mi distendo sul letto, il mio cazzo è già dritto, non ho bisogno di “caricarlo” ancora. Ma voglio ancora concedermi, concedergli, qualche minuto per gonfiarsi all’inverosimile. Odoro ancora le sue mutandine e finalmente guardo anche la foto sul cellulare della sua fica. La definizione dello smartphone mi fa apprezzare ogni sfumatura, mi correggo, ogni singolo pelo della sua folta fica. Sento lo sperma salire lungo l’asta e decido di dare una mano (in tutti i sensi) all’imminente spruzzata di crema calda imprigionata nelle mie palle. Un breve movimento del polso avanti ed indietro lungo l’asta del mio cazzo, provocano l’uscita di gocce disperma dalla mia cappella. Ci siamo, ormai sono arrivato, devo svuotarmi. Passo le mutandine di Alicia dal mio naso al mio cazzo e le struscio dolcemente ancora un pò sul mio uccello, sono da solo, ma inizio da ansimare, il mio cazzo pulsa all’impazzata, sto per venire… avvolgo quindi tutto il mio pisello con le sue mutandine facendo attenzione che esse coprano completamente la mia cappella, voglio che nemmeno una goccia di sperma vada persa… ci sono… la sborra sale lungo l’asta… vengo… sento gli spasmi del mio cazzo, avverto quella sensazione di sborrata… spruzzo una volta, due, tre, quattro, cinque… sento le mutandine di Alicia bagnarsi… la sborrata è come sempre abbondante… continuo a venire… la stoffa degli slip non riesce ad assorbire tutto lo sperma eiaculato, quindi inizia a colare lungo l’asta raggiungendo i peli delle mie palle… ancora una schizzata ed un’altra ancora e finalmente mi sento svuotato.
Mi concedo pochi secondi per rilassarmi un po’ con lo sguardo fisso al soffitto e le braccia distese sul letto. Dopo qualche minuto mi alzo dal letto e mentre lentamente il mio cazzo unto inizia ad afflosciarsi, prendo il mio smartphone e scatto un paio di foto alle mutandine impregnate di sperma.
«Anche se la serata non è terminata come immaginavo, ti ho pensato intensamente» digito sulla tastiera mentre invio l’immagine ad Alicia dei suoi slip farciti di calda crema.
La risposta non tarda ad arrivare:
«Anche io avrei voluto concludere la cena in un altro modo… e queste tue foto mi fanno pentire di non essere rimasta con te…».
Sorrido mentre lancio il cellulare sul letto e prendendo la direzione del bagno. Poi qualche secondo prima di entrare nella doccia, un secondo “bip” mi avverte che un altro messaggio è arrivato. Mi avvicino nuovamente al letto ed afferro lo smartphone.
«Che ne dici se domani sera ci vediamo a casa mia? Questo è il mio indirizzo, non darmi buca».
Un secondo sorriso nasce naturalmente dal mio viso mentre leggo il suo SMS, poi digito anche io poche righe ma esaustive:
«Non vedo l’ora».
Alicia non era proprio il mio tipo, non di quelle con cui vorresti trascorrere la vita almeno e forse anche lei ne era consapevole, ma fisicamente, alla fine, eravamo attratti uno dall’altra.
Ora dovrei raccontarvi il seguito, quello che accadde il giorno dopo, ma prima devo farmi una doccia, quindi mettetivi comodi e mentre aspettate il seguito della storia, dedicate anche voi una schizzata ad una vostra amica, lei ne sarà onorata!

chase90