Una donna con le palle

Lui la chiamó la “grande scopata”, io gli dissi che la definizione giusta era la “la grande inculata”. Maurizio raccontava che quando la prese da dietro, a pecora sul letto, stringendo le sue tette (a detta sua naturali) non molto grandi della sua “amica” e spingeva come uno stantuffo il suo cazzo nel culo di lei, sembrava che si stesse scopando la donna piú bella del mondo! La definí proprio così: La donna piú belle del mondo.
Peccato che avesse dimenticato che mentre se la inculava con vigore, le sue palle sbattevano contro quelle della sua amica e mentre lui stava per schizzare dentro il suo culo, “lei” iniziava già a far colare sperma dalla sua cappella. Morale, in quell’amplesso per i miei gusti, c’era un cazzo di troppo!
«Maurizio… sono contento per te che ti sei svuotato le palle, ma chiamarla grande scopata ce ne vuole, insomma, io la definirei una grande inculata…» gli dico afferrando il boccale di birra.
«Quante storie Chase… scopata, inculata, che differenza fa?» mi risponde quasi serio afferrando anche lui la sua birra.
«Sai cosa ti avrebbe risposto Tomas Milian? Quell’attore Cubano? Che sei come Mustapha, o Mustafà come dicono i Romani, lo prendeva al culo e diceva che stava a scopà» gli rispondo scoppiando in una grossa risata.
«Divertente… sei veramente un antico e “razzista” sessuale…» aggiunge lui questa volta visibilmente offeso.
«E dai Maurizio… addirittura sarei un “razzista sessuale”? Per me uno sotto le coperte puó fare quello che vuole e con chi vuole, lo sai… stavo scherzando, mi diverte farti arabbiare…» concludo sorridendo mentre allungo lo sguardo sul culo di una bionda che mi passa davanti.
«Secondo me eri serio… e comunque visto che stai fissando da un po’ il culo di quella bionda là, io dico che se quella ti si avvicina e ti dice di andare nello sgabuzzino qui dietro perché vuole farti una pompa, tu accetteresti subito senza esitare!» continua stavolta provocandomi.
«E vorrei vedere che gli dicessi di no… hai visto come é gonfia sopra? Gli metterei il cazzo tra le tette, lo struscerei per bene fino a quando gli schizzi non gli arrivano sul viso…» gli rispondo fissando ancora la bionda.
«Pensavo che le donne con il cazzo non ti piacessero? Non lo vedi che la bionda ha il pacco?» mi domanda insistendo dopo aver bevuto un altro sorso di birra.
«Ma quale cazzo Maurizio… quella tra le gambe ha una fica che gli brucia… guarda come da confidenza a tutti…» gli rispondo fissandolo negli occhi.
«A parte che da confidenza perché il suo lavoro essere solare… e poi che ne sai? Mica gli hai chiesto la carta d’identità, magari si chiama Armando…» continua lui.
«Senti Maurizio, dove vuoi andare a parare? Ognuno a casa sua nel letto fa quello che gli pare, te l’ho detto, ma io una donna con il cazzo non me la scoperei, come dici tu… saprei riconoscerla lontano un Km dall’aspetto e se sospettassi che ha l’uccello non ci proverei nemmeno, non é razzismo sessuale usando di nuovo i tuoi termini, ma semplicemente una questione di gusti… a me piacciono le bionde, ad un altro le more, ed a te quelle con l’uccello!» provo a concludere.
«Ne sei sicuro? Mi prendi per il culo perché mi sono scopato una bella ragazza con il cazzo tra le gambe e dai per scontato che non solo non ti scoperesti una con l’uccello, ma addirittura che la “riconosceresti” in mezzo ad altre venti ragazze con la fica?» mi domanda ancora.
«Esatto!» gli rispondo cercando poi di cambiare argomento.

La conversazione quel giorno continuó per un po’, entrambi cercavamo di tirare l’acqua al nostro mulino, ma la realtà dei fatti era ed é, che nel sesso non ci sono limiti se maggiorenni e consezienti, ma solo una questione di gusti: a qualcuno piace la montagna, ad altri il mare, come a qualcuno piacciono le bionde e ad altri le more come dissi al mio amico, punto!

La realtà dei fatti invece, per quanto mi riguardava, era che quel discorso mi aveva un po’ incuriosito e fatto riflettere, ed in effetti nonostante quella sera feci il saputello, Maurizio non aveva tutti i torti, spesso per strada, in giro per centri commerciali per qualche secondo mi capitava di osservare donne tutto sommato scopabili ma poi rivelatesi uomini, donne che in lontananza (complice come il trucco) sembravano appunto donne, ma poi dopo uno sguardo piú attento, quando le vedevi da vicino, molto vicino, erano palesemente uomini: spalle larghe, alti, robusti nella corporatura, ed il viso palesemente mascolino!

Quindi per qualche giorno mi domandai: e se ci fosse davvero una persona in tutto e per tutto nell’aspetto una donna “classica”, quindi esile, minuta e delicata nelle forme, quando invece tra le gambe, in modo subdolo, nascosto, lei celasse una Sorpresa?
Dopo qualche giorno, alla fine, lasciai cadere tutto nel dimenticatoio, non avevo tempo di andare in fondo all’argomento, ma l’argomento aveva deciso di andare “in fondo” a me, o almeno ci stava provando! Andiamo al sodo, in tutti i sensi. Continuate a leggere.

8 MESI DOPO QUELLA SERATA

Finalmente é arrivato il bel tempo, non é caldissimo, ma si puó andare già al mare e dopo un inverno “vestito”, non vedo l’ora di mettermi nudo, girare cazzo al vento per tutto il giorno, nuotare, abbronzarmi… e perché no? Farmi una bella sega in tutta libertà dopo un lungo inverno. Così arrivo in spiaggia, lungo il mio cammino in cerca di un bel posto dove fermarmi, non incontro nessuno, OK che é una spiaggia naturista, ma già qualcuno si dovrebbe vedere. Meglio cosí, penso, zero persone, piú libertà di fare un po’ di tutto. Trovato il posto, lancio l’asciugamano sulla sabbia e poggio le mie cose su di esse. Quindi mi spoglio e finalmente palle all’aria inizio a passeggiare questa volta nudo. L’ aria non é eccezionale, un po’ di vento che passa attraverso i peli del mio cazzo é piacevole, dopo qualche minuto lo sento anche gonfiarsi, che bella sensazione! Me lo accarezzo un po’ mentre cammino, mi viene subito voglia di masturbarmi ed inaugurare la nuova stagione estiva con una bella prima spruzzata di sborra. Cammino e contemporaneamente la mia mano fa su e giú lungo l’asta del mio cazzo ormai bello duro, quando in lontananza vedo due persone, sembrano due donne, allora smetto di masturbarmi ma continuando a passeggiare. Dopo circa cinque minuti incontro quelle che appunto sono due donne senza la parte alta del costume, una piú esile, sulla ventina, peserà poco piú di cinquanta Kg ed a occhio e croce sarà sul metro e settanta, l’altra un po’ piú bassa, sui trentacinque, piú in carne e due belle tette gonfie. Quella piú magra e giovane é coperta nella zona intima da un pareo, l’altra da un micro costume che modella la forma della fica lasciando vedere lo spacco.

Quando finalmente ci incrociamo, il mio cazzo é ancora gonfio e con la cappella scoperta. Per pochi secondi ci scambiamo gli sguardi, tutti e tre accenniamo un sorriso di cortesia e poi ognuno prosegue per la sua passeggiata. Dopo meno di un’ora, torno indietro, ed ovviamente le due ragazze fanno altrettando e non incrociarci nuovamente é impossibile.

«Sembra deserta questa spiaggia oggi…» gli dico quando le ho nuovamente di fronte.

«A quanto pare… forse le persone preferiscono i centri commerciali ad un po’ d’aria » mi risponde quella piú magra.
«Mi chiamo Chase…» aggiungo io allungando la mano.
«Piacere… io sono Dakota e lei é Victoria» ribatte sempre la ragazza piú magra.

«Che nomi originali…» continuo cercando di agganciarle.

«Sua madre é inglese ma il padre é Italiano, io invece mi sono trasferita qui in Italia quasi da bambina con la mia famiglia…» continua a rispondere quella piú magra.

«A dirla tutta lo sembri ancora… una bambina intendo… quanti anni hai? sedici? diciasette?» insisto con l’adulazione sperando in un riscontro positivo.

«Me lo dicono tutti, che ne dimostro molti di meno… comunque ci sei andato vicino, ho compiuto diciannove anni la scorsa settimana» mi risponde palesemente contenta del complimento.

«Perché non ti unisci a noi un po’ piú avanti?» mi invita Victoria, quella con le tette grosse, interrompendo il nostro breve flirt.

Così dopo un po’ siamo tutti e tre distesi sui rispettivi teloni da mare a parlare del piú e del meno, fino a quando un timido sole si affaccia verso le tre del pomeriggio, ed allora rimaniamo in silenzio distesi a prendere il sole.

Amante del sole integrale, decido di posizionare con una mano il mio cazzo sullo stomaco cosí che si abbronzi totalmente anche nella parte sotto.

«Non hai paura di bruciarti proprio lí essendo una parte delicata?» mi dice sorridendo Victoria.
«No… no… ormai ho la pelle abituata… piuttosto… perché non prendete anche voi il sole integrale… non siate timide, su…» gli rispondo anche io sorridendo.
«Ma si… perché no…» mi risponde Victoria togliendosi quel pezzo di stoffa che qualcuno chiamerebbe costume.
Alla fine é nuda anche lei, la sua fica non é scura come il resto della carnagione, segno che non é abituata a prendere il sole nuda. Una sottile linea bianca attraversa tutto il bacino ed il bordo delle grandi labbra. Uno spettacolo davvero eccitante che a gonfiarmi il cazzo.
«E tu Dakota non te lo togli quel pareo?» gli dico alzandomi dal telone del mare.
«No… no… io… sto bene cosí grazie…» mi risponde balbettando a tratti.
«OK… allora metteró un po’ di crema alla tua amica o rischia di bruciarsi» gli rispondo afferrando un flacone dal mio zaino.
Cosí prendo l’iniziativa ed inizio a spalmare la crema a Victoria che si alza anche lei dal telone, parto lentamente dalle spalla finendo giú al sedere. Con delicatezza il mio tocco arriva ovunque, fino alle gambe, alternando la destra e la sinistra su entrambe le cosce, internomed esterno. Sento e noto che il mio cazzo si gonfia sempre piú, allora invito Victoria a mettersi in piedi per spalmare in modo piú uniforme la crema su tutto il suo corpo. Finalmente arrivo alla parte frontale e mi dilungo non poco sulle sue tette, essendo molto grandi ho la scusa di dedicarmi a loro una alla volta. Cosí mentre con la sinistra alzo un seno, con l’altra spalmo la crema sul petto, gesto che ripeto anche per l’altra tetta. Ormai il cazzo é dritto e duro come il marmo, finita l’operazione crema mi sdraio sul telo da mare con l’uccello che sembra un periscopio.
«Mettegliene un po’ lí o si scotterà…» dice Dakota indicando alla sua amica il mio cazzo mentre senza toccarmi l’uccello mi cola una quantità esagerata di crema sull’asta.
Victoria non se lo fa ripetere due volte, mentre gliela spalmavo, ho percepito la sua eccitazione ed ora reclamava la sua parte. Cosí dopo essersi inginocchiata, afferra il mio uccello e fa scivolare la sua mano su e giú. Poi afferra con una mano le palle ormai gonfie e le tira verso il basso, la presa distende e tira la pelle lungo l’asta diventata ormai viola, viola come la cappella lucidissima e gonfia. Quindi con l’altra mano continua delicatamente ma inesorabile a farla scivolare lungo il mio cazzo ormai stremato, perché alla fine non mi stava spalmando la crema ma mi stava facendo una vera e propria sega. Non resisto piú, guardo per un secondo Dakota, poi Victoria, un gemito esce dalla mia bocca, infine una lunga schizzata esce dal buco del mia cappella, un lungo fiotto di sborra che finisce sulle sue braccia, poi un secondo, un terzo, un quarto schizzo… getti di sperma che finiscono da tutte le parti… le mie palle sembrano non svuotarsi mai… poi un’ultima debole schizzata mi avverte che tutto quello che doveva uscire é uscito… e mentre Victoria continua con la sua mano a muoversi lungo l’asta, solo gli spasmi del mio cazzo rimangono di quell’orgasmo, di sperma ormai dal buco della cappella non ne esce piú!

Uno squillo dello smartphone ferma la foga di Victoria che sembra volermi tirare fuori anche l’anima.

«Rispondi tu Dakota…» dice poi alla sua amica sgrullandosi le mani sulla sabbia ed alludendo al fatto che lei non puó rispondere per via delle mani unte di crema e sperma.
Qualche minuto dopo, la vedo preparare le sue cose, al telefono era il fratello.
«Ha il potere di rovinarmi i pomeriggi… devo andare, Dakota tu…» lascia la frase in sospeso lanciando uno sguardo alla sua amica mentre perende lo zaino.
«Se… se per te non é un problema e vuoi restare, dopo ti accompagno io…» rispondo io guardando a mia volta Dakota.
Le ragazze si guardano negli occhi, alla fine Victoria se ne và via da sola incazzata non poco.
Rimanere solo con la ragazza piú piccola, stranamente mi provoca un brivido dovuto a non so cosa.
«Proviamo ad entrare in acqua? Devo ancora… bhé… togliermi queste…» gli dico alludendo alle chiazze di sperma sul mio stomaco che iniziavano a seccarsi ed attaccarsi ai peli. «…e perché non ti togli quel pare, su… non c’é nessuno… ti assicuro che é una bella sensazione… dai…» concludo allungando la mano per invitarla a seguirmi.

«No… preferisco stare qui…» mi risponde grattandosi la testa.
«Per favore, dai… una bella ragazza come te non ha nulla da nascondere…» insisto avvicinadomi sempre piú a lei.
«Non lo so io…» risponde alzandosi lentamente.
«Coraggio… via quel pareo…» continuo a tartassarla sperando di vederla nuda.
Alla fine cede, si guarda intorno, poi abbassa un po’ lo sguardo, ed infine lancia via il pareo. Un decimo di secondo dopo mi fissa negli occhi, uno sguardo che sostengo poco prima di fissare la sua intera nudità ed il suo… cazzo! Si, un pisello insomma, Dakota era, é una bellissima ragazza ma… con le palle ed un cazzo vero!

«Non dici nulla? Ti aspettavi… altro?» mi dice con voce bassa.

«Si, cioé… no… insomma… credevo, pansavo… avessi un cazzo piú grosso… invece…» gli dico sorridendo.

«Ma vaffanculo Chase…» mi risponde quasi sollevata ed a sua volta con un sorriso «andiamo a sentire come é l’acqua và…» conclude correndo verso il mare.
Fortunatamente avevo nascosto bene la mia sorpresa e non era per il suo pisello che davvero era molto piccolo, non piú lungo piú tre o quatro centimetri con le palle che sembravano inesistenti, ma perché davvero non mi aspettavo che avesse l’uccello. Una ragazza così minuta, esile, con viso dai lineamenti delicati e morbidi, per non parlare del suo seno, né grande, né piccolo ma con delle forme quasi perfette, insomma, mi trovavo davanti ad una bellissima ragazza mora con la quale adesso… adesso non sapevo cosa fare, a parte fare un tuffo in mare.
Quindi prendo tempo, mi piace la sua compagnia e… per il resto lascio che siano gli eventi a darmi una risposta, per ora posso dirvi che due ore dopo averla vista nuda in tutta la sua bellezza, sono sotto casa sua che l’accompagno verso la porta e prima di lasciarla entrare, mi faccio lasciare il suo numero di cellulare che lei non esita a darmi!
Mentre mi incammino verso l’auto, sto già scrivendo un SMS, “Ti va di uscire a cena domani sera?”.

E mentre metto in moto il mio SUV, un bip mi avverte che é già arrivata la risposta di Dakota.
Ma ne parleremo un’altra volta!

chase90

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